QUI CENTROSINISTRA - Nascerà o no in città il f(u)amoso Pd?

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Un “super-Partito Democratico” in grado di consentire al sindaco Marcello Risi di battere i pugni sui tavoli che contano, quei tavoli (dove siedono anche Udc e Sel) che hanno decretato l'emarginazione e l'isolamento della città su fronti nevralgici come l'ospedale, la masseria Boncuri e la condotta per i reflui di Torre Inserraglio. E' questo il progetto che dovrebbe realizzarsi immediatamente dopo le Politiche.

“Orfana” di ombrelli politici autorevoli, infatti, Nardò “terra di conquista” è stata dilaniata dopo le amministrative e la sconfitta elettorale dopo la gestione di Enzo Russo e Salvatore De Vitis, poi scomparsi dalla scena politica. Anche perché, come ricorderanno tutti, il Pd al ballottaggio appoggiò di fatto la candidata del Pdl con grande eco a livello nazionale.

Da quel giorno Massimo D'Alema spiegò chiaramente ai suoi a livello provinciale, Blasi e Capone (che lo dovettero ascoltare) in primis, che Risi sarebbe stato uno dei suoi pilastri in Puglia.

Il grande ritorno nel Pd del sindaco della seconda città della provincia è stato praticamente imposto qualche giorno fa con un convegno nel quale, si dice, sia stata manifestata la volontà di Massimo D'Alema grazie alla presenza di Matteo Orfini e Ernesto Abaterusso. Ma anche di Pierluigi Bersani che avrebbe visto in Nardò – dove sono arrivati sindaci da tutta la regione e anche il segretario regionale Sergio Blasi – il punto di partenza strategico dove impiantare la sua campagna per le primarie.

Ora, però, Risi e il suo “esercito segreto” (perché il progetto è ancora molto in embrione) dovranno affrontare lo scoglio delle Primarie di coalizione e non è una sfida semplice: la candidatura Renzi è affidata al giovanissimo Lorenzo Siciliano, solo 19 anni anche se figlio del consigliere provinciale Giovanni che potrebbe decidere di dargli una mano.
Molto impegnativa pare anche la sfida con i vendoliani che pure se in disgrazia a causa della vicenda-ospedale sono sempre letali: le primarie contro Boccia a Nardò segnarono, per il Sel, una clamorosa vittoria.

Dopo questo impegno il sindaco partirà per la ricostruzione puntando sicuramente a a riaprire la sezione di piazza Pio XI e impiantando una forte segreteria, “gestendo” così a suo favore l'inerzia con cui il triumvirato di commissari – Antonio Maniglio, Gory Napoli e Antonio Tiene – ha mantenuto in vita il partito: al minimo vitale, basti pensare che il martedì e il venerdì si fanno le tessere ma la sezione è spesso chiusa con sommo dispiacere per la vecchia guardia del partito.

Infine il Consiglio comunale: in uno scenario di frammentazione, con l'Udc che da primo partito si sta sbriciolando, il Pd potrebbe compiere il “miracolo” di diventare un gruppo di peso. Al momento, infatti, è rappresentato dal solo Tiene (Pd purosangue ma, per altro, non eletto dalla coalizione di Risi) mentre potrebbero guardare con interesse ad un “nuovo” soggetto politico fino a nove consiglieri.

Sono tanti i tanti “civici” di estrazione progressista, Popolare, diessina, socialdemocratica o socialista in Consiglio, potenzialmente curiosi su un nuovo forte soggetto politico ancorato saldamente al centrosinistra: Daniele Parisi, Rocco Luci, Antonio Cavallo, Roberto My, Gianni Gaballo e forse anche Sergio Vaglio, Mariella De Trane, Daniele Piccione (ora Idv ma l'anima è Popolare), Michele Muci e un paio di consiglieri dell'opposizione che guarderebbero con interesse all'evoluzione della “cosa”. Senza contare almeno tre assessori che paiono sin d'ora attentin alle sorti del Pd in chiave locale: Carlo Falangone, Maurizio Leuzzi e certamente anche Giuseppe Tarantino.

Se son rose rosse o rosate, insomma, prima o poi fioriranno. E Risi, in caso di vittoria di Bersani, diventerebbe un buon partito ma non sarebbe male nemmeno se un Renzi, vincitore delle primarie, si inventasse la "corrente" dei sindaci. Insomma, il futuro è tutto da scoprire.