E' andata: monsignor Domenico Caliandro arcivescovo di Brindisi-Ostuni

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NARDO' - Come scritto qualche giorno fa monsignor Domenico Caliandro prende la strada dell'arcivescovato di Brindisi-Ostuni. Ecco la cronaca e la sua lettera di saluto.

Nomina di Mons. Domenico Caliandro a nuovo Arcivescovo di Brindisi-Ostuni.

Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato Sua Eccellenza Mons. Domenico Caliandro, finora Vescovo di Nardò-Gallipoli, nuovo Arcivescovo di Brindisi-Ostuni. L’annuncio è stato dato questa mattina alle ore 12.00 dal Vicario generale al presbiterio della diocesi di Nardò-Gallipoli, convocato presso il Seminario diocesano in Nardò. Alla stesa ora anche nel Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede e nell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni è stata data la stessa notizia.

Con grande commozione, Mons. Caliandro ha rivolto al clero della Diocesi di Nardò-Gallipoli le seguenti parole: “Ringrazio il Santo Padre per la fiducia che ha posto in me, affidandomi l’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni. Sono venuto in mezzo a voi nel nome santo di Dio: Padre e Figlio e Spirito Santo. Siamo tutti utili e nessuno necessario, anzi uno solo è necessario: Gesù Cristo. Ho voluto essere servo in mezzo a voi, e vicino a voi, nelle vicende liete e tristi. Vi ho amati tutti e ciascuno e ho guardato con gioia i doni che lo Spirito ha dato ad ognuno per l'edificazione di questa amata Chiesa. Ho sostenuto ciascuno e ho corretto ove era necessario, ma sempre con amore, considerando ciascuno di voi un figlio.
Il bene fatto è opera del Signore e solo a lui la gratitudine e la lode. Per i miei limiti e mancanze, se ho offeso qualcuno, chiedo perdono; da parte mia non conservo nulla contro alcuno, solo l'onore e la gioia di avervi conosciuto e amato. Tutti porto con me: sacerdoti, religiosi e i numerosi fedeli laici conosciuti ad amati in tutti questi anni. Chiedo la carità di una preghiera per me e per il futuro vescovo di questa Chiesa di Nardò - Gallipoli. Al nome santo di Dio vi affido. Lui è la nostra sicurezza e la nostra pace”. 

Il Vicario generale, Mons. Luigi Ruperto, si è rivolto a nome del presbiterio e dell’intera diocesi a Sua Eccellenza con le seguenti parole: “Anche se col cuore velato da tristezza, ma sempre aperto alle sorprese dello Spirito, desideriamo esprimere gratitudine al Signore che ha dato alla nostra Chiesa di Nardò-Gallipoli un pastore saggio e fedele, secondo il cuore di Dio. E vogliamo dire grazie a Vostra Eccellenza per questi meravigliosi tredici anni vissuti tra noi, condividendo gioie e sofferenze, momenti di luce così intensi che sono stati capaci di diradare ogni tenebra.
In questi anni Vostra Eccellenza ci ha insegnato ad amare di più la Parola di Dio; ci ha insegnato a vivere la bellezza della liturgia soprattutto nella celebrazione dell’Eucaristia. Ricorderemo la semplicità evangelica non disgiunta dalla fermezza e la sua “allergia” ad ogni forma di trionfalismo e spettacolarizzazione. Ricorderemo le Sue premure per i preti, specialmente per i più giovani, considerati speranza di una Chiesa viva ed estroversa. Così come ci rimmarrà nel cuore quel feeling con i giovani che hanno visto in Lei un punto di riferimento.
L’attenzione ai poveri, in un momento così drammatico come il presente, è stato un altro punto fermo della Sua esperienza pastorale. Come non dimenticare poi l’ascolto instancabile delle persone con il loro carico di sofferenze e la bellezza di vita vissuta secondo il Vangelo. Ricorderemo la sua disponibilità ad ascoltare chiunque venisse, senza alcuna sorta di formalità e con grande pazienza. Le sue decisioni, a volte sofferte, non sono state mai arbitrarie, ma prese sempre dopo aver convocato i vari consigli e organi collegiali. Fare sempre la volontà di Dio, amare Cristo e la Chiesa: è questa l’eredità che lascia a noi tutti. Parola di Dio, Eucaristia e poveri sono la strada sulla quale continueremo a camminare.
Non possiamo dimenticare i tre anni della Visita pastorale che ha portato una ventata di freschezza nelle nostre comunità e che ha permesso di conoscere più profondamente “l’amata Chiesa di Nardò-Gallipoli”, come Lei amava spesso ripetere. E così ricorderemo le Settimane Teologiche, celebrate nel cuore dell’inverno, ma capaci di riscaldare il cuore. Sono state tempo di semina abbondante.
Preghiamo il Signore per il nuovo compito a Lei affidato. Con sant’Agostino dica: “Dammi Signore quello che comandi e poi comanda quello che vuoi”. E se il compito dovesse sembrare arduo, sempre sant’Agostino ricorda che: “Quando si ama, non si fatica; o se si fatica, questa fatica è amata”. “Sicut oliva in fidelitate Domini” sta scritto nel Suo stemma episcopale. E sarà sempre così, oggi e domani. La nostra preghiera non mancherà. Auguri, Padre… Le vogliamo bene!” 

Mons. Domenico Caliandro farà il suo ingresso nell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni nei prossimi mesi, in data da definire.
Nel frattempo guiderà la Diocesi di Nardò-Gallipoli in qualità di Amministratore Apostolico, mentre decadono, secondo gli ordinamenti del Diritto canonico, gli uffici del Vicario generale e dei Vicari episcopali, come anche il Consiglio presbiterale e il Consiglio pastorale della diocesi. Non decade invece il Collegio dei Consultori, che svolge una particolare funzione nel momento in cui la sede vescovile diventerà vacante, cioè con la presa di possesso canonico della nuova diocesi da parte del Vescovo trasferito. 

Mons. Domenico Caliandro (65 anni), originario di Ceglie Messapico (Br), è diventato Amministratore Apostolico della Diocesi di Nardò-Gallipoli il 12 luglio 1999, subito dopo la morte del Vescovo Vittorio Fusco, di venerata memoria, ed è stato nominato dal Beato Giovanni Paolo II Vescovo della stessa diocesi il 13 maggio 2000.
Precedentemente è stato Vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca per sette anni (1993-2000).
Durante il suo episcopato nella sede vescovile di Nardò-Gallipoli ha svolto una Visita pastorale a tutta la diocesi (2006-2009) e la Visita ad limina apostolorum nel 2007. Nell’ambito della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) è membro della Commissione episcopale per il laicato. Nella Conferenza Episcopale Pugliese gli è affidata la presidenza della Commissione regionale per i migranti. 

L’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni (277.000 fedeli, 14 comuni, 60 parrocchie, 115 sacerdoti diocesani, 35 sacerdoti religiosi, 10 diaconi permanenti, 29 seminaristi, 10 case religiose maschili, 28 case religiose femminili, 1 monastero maschile, 2 monasteri femminili), che fa parte della Metropolia di Lecce, è stata finora guidata dall’Arcivescovo Rocco Talucci (76 anni) che ha dato le dimissioni per raggiunti limiti d’età.

Mons. Talucci è stato nominato Arcivescovo di Brindisi-Ostuni il 5 febbraio 2000 e ha iniziato il suo ministero l’8 aprile successivo. Dal 1988 al 2000 è stato Vescovo di Tursi-Lagonegro in Basilicata.

All’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, il nuovo Arcivescovo ha rivolto il seguente messaggio di saluto:

Carissimi fratelli e figli,

fin dagli inizi della mia esperienza vocazionale risuona nel mio animo l’espressione del salmista: “Signore, nella tua volontà è la mia gioia” (Sal 118,16). Questa convinzione mi ha sempre sostenuto ma soprattutto nei momenti decisivi della vita, quando la sequela del Signore Gesù mi ha chiesto un ulteriore abbandono alla volontà del Padre e il servizio incondizionato alla Chiesa, questa Parola è divenuta àncora di salvezza, forza, rifugio e conforto.

Anche ora risplende questa verità: quando mi è stata comunicata la volontà del Santo Padre Benedetto XVI che mi chiedeva di servire la Chiesa vivente ed operante nella Diocesi di Brindisi – Ostuni, anche allora ho ripetuto con il salmista: Signore, nella tua volontà è la mia gioia!

Ho accettato consapevole che “tutto posso in Colui che mi dà la forza (Fil 4,13)”.

Vengo dunque tra voi come l’amico dello Sposo della Chiesa, Cristo Signore. Sia intercessore in questo momento san Giovanni Battista, colui che indica al mondo l’Agnello di Dio che porta su di sé il peccato del mondo: compito principale di un Vescovo è, infatti, accompagnare il popolo affidatogli all’incontro con Cristo affinché Egli cresca nel cuore di tutti e di ciascuno, custodendo la bellezza della Sposa di Cristo attraverso l’ascolto costante della Parola di vita, la celebrazione autentica dei sacramenti e l’esercizio della carità.

Vengo tra voi imitando Colui che non è venuto per essere servito, ma per servire tutti e rendere la sua Chiesa “senza macchia né ruga o alcunché di simile ma santa e immacolata (Ef 5,27). Servo di tutti senza tuttavia essere schiavo di nessuno.

Vengo tra voi per ripresentare sacramentalmente il Cristo capo che vivifica e tiene unite tutte le membra del suo Corpo. Nel suo Nome mi adopererò per custodire il dono della comunione ecclesiale. Accogliendo questo dono ciascuno di noi potrà crescerà nella fedeltà al mandato del Signore che intercede presso il Padre “ut unum sint” (Gv 17,11). Comunione e fedeltà sono percorsi a me estremamente cari; sono certo che lungo questo percorso sapremo camminare insieme.

Fin d’ora a tutti esprimo la mia sincera gratitudine. Questo grazie che precede la mia venuta tra voi, presto si riempirà di volti, di sentimenti, di voci, di sguardi. La speranza che nutro è di incontrare ciascuno di voi e di “poter parlare a viva voce, perché la nostra gioia sia piena” (2Gv 12).

Ringrazio l’Arcivescovo Rocco che per dodici anni è stato in mezzo a voi come testimone dell’amore del Padre, vivendo con dedizione il servizio alla Chiesa diocesana; allo stesso modo, saluto e ringrazio l’Arcivescovo emerito Mons. Settimio Todisco: ad entrambi chiedo di continuare a pregare per questa amata Diocesi.

Saluto con paterno affetto tutti i sacerdoti e i diaconi: a loro rivolgo un particolare pensiero perché insieme si cresca e si diventi presbiterio unito e formato, attento alla retta trasmissione del depositum fidei, fedele agli impegni del celibato, pronto a donarsi senza riserve. In modo particolare, saluto i sacerdoti anziani e ammalati: alla loro preghiera affido il mio ministero.

Saluto con stima sincera tutti i religiosi, le religiose e gli appartenenti agli Istituti secolari presenti sul territorio diocesano. Un affettuoso pensiero rivolgo alle comunità di vita claustrale. Ho imparato ad apprezzare la vita consacrata come un reale dono di Dio che renda preziosa la Chiesa. A tutti i consacrati manifesto la mia disponibilità.

Con speranza, guardo ai giovani che si stanno formando nel Seminario maggiore e minore: in voi, cari seminaristi, la Chiesa con fiducia scorge il suo futuro. Sappiate essere radicali nel rispondere alla voce del Maestro che chiama, servendo con sincerità, trasparenza ed essenzialità la vostra vocazione.

Con rispetto rivolgo il mio deferente saluto alle autorità civili e militari. Nella misura in cui lo consentirà la missione spirituale e pastorale del Vescovo, potete contare sulla mia collaborazione per la promozione e la soluzione dei problemi della gente, alla luce dei principi evangelici e della esperienza di umanità della Chiesa.

Saluto cordialmente tutti gli ammalati, gli anziani e tutti coloro che nella sofferenza fisica o morale vivono la conformazione a Cristo crocifisso, rendendo ancor più feconda l’azione pastorale. Esprimo particolare vicinanza a tutti coloro che si trovano in situazioni economiche e sociali difficili; a coloro che hanno perso il lavoro e la speranza nel futuro; alle famiglie che vivono il dramma della povertà. A tutti offro la mia preghiera e il mio sostegno.

Saluto tutte le aggregazioni laicali che con la loro presenza manifestano la molteplicità dei doni e dei carismi con cui lo Spirito arricchisce la Chiesa e manifestano la gioiosa testimonianza dell’appartenenza a Cristo.

Saluto tutti gli uomini e le donne di buona volontà che, seguendo il dettame della loro coscienza, si adoperano per un mondo dove cresca ciò che è buono, giusto e bello. A tutti esprimo la mia stima e il mio apprezzamento.

Affido il mio ministero episcopale a Maria Santissima tanto amata da questa comunità e da essa invocata e venerata con ricchezza di titoli e ai santi Leucio e Oronzo, perché mi assistano nel servizio che svolgerò in mezzo a voi. Mi affido anche a tutti voi, fratelli e sorelle, membra vive di questa amata comunità ecclesiale; con semplicità chiedo di farmi spazio nei vostri cuori. Vi assicuro che nel mio ci siete già tutti, perché già mi siete diventati cari. 

Vi benedico di cuore.

Nardò, 20 ottobre 2012

Domenico CALIANDRO

Arcivescovo eletto di Brindisi - Ostuni