Ancora un attentato al pescatore. In pieno centro, davanti al portone di casa. Con *FOTO*

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NARDO' - Ancora un attentato ai danni del pescatore Gerardo Zuccaro, l'ennesimo. Ed ora l'uomo ha davvero paura.

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L'altra notte qualcuno gli ha incendiato la Fiat Punto parcheggiata sotto casa. Quel qualcuno che gli ha già incendiato due barche, un'altra auto alcuni anni fa, il portoncino di casa. E' sempre una mano anonima a bucargli tutti gli pneumatici dell'auto, a sfasciargli i finestrini, a rubargli le reti da pesca per diverse volte.

Insomma una persecuzione finalizzata a non farlo dormire ed a rendergli la vita impossibile. E questo “qualcuno” segue tutti i movimenti dell'uomo e della sua famiglia.

“Per forza – spiega il pescatore – perché siamo mancati da Nardò per oltre una settimana a causa di un viaggio al nord e poi all'estero per alcuni problemi di salute. Al nostro ritorno, l'altra sera alle cinque, siamo andati presto a dormire dopo un viaggio così lungo ma intorno all'una ci hanno svegliato i vigili del fuoco perché l'auto, parcheggiata sotto casa, aveva preso fuoco”.

Nemmeno c'è da chiederlo se la matrice è dolosa: l'uomo presenta un faldone di denunce contro ignoti ma anche con i nomi di alcuni personaggi che potrebbero avercela con lui. Si incomincia nel 1998. Poi tra dispetti e attentati veri e propri si va avanti fino all'escalation di quest'anno culminata con l'incendio della barca da pesca, ormeggiata a Sant'Isidoro.

punto

E' quello il punto di non ritorno: l'uomo decide di raccontare il suo calvario alla Gazzetta e spera così, rendendo pubblica la vicenda, di accendere un faro sulla storia. Ma, ieri, l'ennesimo episodio ancora più sfrontato: l'incendio dell'auto sotto casa sua, a tre metri dal portone di ingresso e un paio dalle fronde degli alberi.

“Chiedo aiuto – dice l'uomo che ha 53 anni ed un figlio con gravissima disabilità – perché mi è rimasta solo l'auto per accompagnare il ragazzo e se mi bruciano anche quella è finita per me. La barca l'ho dovuta spostare in un luogo che tengo segreto ma così non si può vivere, è un inferno. Sarò costretto ad andarmene da questa città”.