Giudice di Pace: coordinamento dei Comuni per autotassarsi e salvare l'ufficio

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I rappresentanti dei Comuni appartenenti al territorio dell’ufficio del Giudice di Pace di Nardò si sono riuniti per l’esame del procedimento che prevede il trasferimento delle funzioni del giudice di pace ai comuni, in attesa della circolare del ministro della Giustizia che definirà tempi e modalità. In ballo Nardò, leverano, Copertino, Galatone e Porto Cesareo.

 

All’incontro, che si è tenuto ieri mattina presso Palazzo di Città, hanno partecipato il Sindaco Marcello Risi, il vicesindaco di Galatone Claudio Botrigno, il sindaco di Leverano Giovanni Zecca, l’assessore ai servizi sociali del Comune di Copertino Mariva  Calò e  la Presidente del Consiglio comunale di Porto Cesareo, Silvia Tarantino.

I rappresentanti dei cinque comuni hanno fatto una stima di massima delle spese di gestione che saranno a carico dei comuni oltre a quelle del personale. La nuova normativa prevede infatti che siano a carico dei Comuni che intendono mantenere gli uffici del Giudice di pace le spese di gestione  e le spese di personale ad eccezione di quelle per i magistrati.

Secondo le prime stime fatte dai rappresentanti dei Comuni  le le spese non dovrebbero essere inferiori a complessivi 300 mila euro (tra spese di gestione e spese di personale,in considerazione del fatto che ora sono  quattro le unità di personale  impiegato) da ripartirsi tra i diversi Comuni secondo il criterio del numero degli abitanti. Quindi circa 2,5- 3 euro per abitante, l’anno.

I rappresentanti dei cinque comuni torneranno a riunirsi una volta emanate la circolare del Ministero.

Il Comune di Nardò ha già espresso  l’orientamento a mantenere comunque l’ufficio del Giudice di Pace nella propria Città.

Le posizioni degli altri Comuni coinvolti  saranno note una volta adottate le deliberazioni in merito di ciascuno dei competenti  Consigli Comunali.