Allagamenti a Nardò. La verità sul Cep, gli interventi effettuati, le necessità del territorio

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NARDO' - Quanto è accaduto in città due sere fa non è dissimile da decine di situazioni analoghe che si sono verificate nelle altre città della provincia. La verità è che la eccessiva impermealizzazione dei terreni (con cemento, asfalto, muri di recinzione e opere infrastrutturali), il "consumo" di terra, sta palesando l'inadeguatezza dei sistemi tradizionali di smaltimento delle acque meteoriche.

 

A Nardò è stata tirata in ballo l'efficienza della Protezione civile. Possiamo testimoniare che nel momento di massima allerta gli operatori stavano lavorando per spostare un albero caduto sulla carreggiata in via XXV Luglio, la strada dell'ospedale.

Operazioni che si sono protratte a lungo perché l'albero è stato trainato da un mezzo in dotazione al Cep. Alle attività ha collaborato, in piena notte, anche il responsabile Guido Gaetani, reduce da un importante, ma per fortuna reversibile, problema di salute.
Oltre ai suoi collaboratori sono stati in strada anche i tecnici del Comune di Nardò con in testa l'ingegner Nicola D'Alessandro. 

La Protezione civile neritina resta un baluardo per la sicurezza dei cittadini di Nardò. Ma è anche vero che questa sicurezza dev'essere garantita nel miglior modo possibile.

Per cui ci sentiamo di incoraggiare l'Amministrazione a attivare, al più presto, un coordinamento interforze perché venga istituito un numero di reperibilità a disposizione dei cittadini, anche nottetempo. Non è possibile, infatti, che in cvasi di questo genere non si sappia chi chiamare per interventi urgenti, al di là della estrema soluzione di invocare l'intervento dei vigili del fuoco che, spesso, sono impegnati in casi più gravi quando l'evento atmosferico è "ad ampio spettro".