15 anni, va a vendemmiare col padre e lo zio. Li sacramentano

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MANDURIA - Una multa di 5mila euro per lo zio, una denuncia penale per i genitori. Si è chiusa così la mattinata in campagna di un quindicenne di Manduria. Insomma, gli sarebbe andata meglio se l'avessero trovato in orario scolastico a spacciare o a fumare droga in un centro storico. Sono gli eccessi del nostro ordinamento che, ormai, appare ridicolo e per molti versi anacronistico.

 

Il ragazzo era nei vigneti dei parenti, con i genitori al suo fianco, per assistere alla vendemmia quando è arrivata un'ispezione dell'ufficio del lavoro provinciale di Taranto. I funzionari non hanno avuto dubbi: quello era un caso di sfruttamento di lavoro minorile. La vicenda è stata raccontata dal giornale La Voce di Manduria.

L'episodio risale allo scorso 6 settembre, ma la notizia si è diffusa solo in questi giorni con l'arrivo dell'ingiunzione a pagare. La scuola non era ancora iniziata e il quindicenne ha accompagnato il parente nei poderi di famiglia per assistere al taglio dell'uva. ll padre del ragazzo e suo cugino avevano organizzato un cantiere di vendemmia, assumendo regolarmente cinque operai che impiegavano alternativamente nei rispettivamente vigneti. Il 6 settembre si vendemmia dal cugino e il padre del ragazzo, oltre alla moglie, impegnata nel lavoro, porta con sé anche il figlio quindicenne. Il ragazzo frequenta il liceo scientifico di Manduria e studia pianoforte da cinque anni al conservatorio Paisiello di Taranto.

Al momento dell'arrivo degli ispettori il ragazzo è accanto alla madre ed ha in mano un paio di forbici infortunistiche. Questo basta ai due funzionari per contestare ai suoi familiari il lavoro irregolare e la denuncia di sfruttamento di minore. Lo studente, dal canto suo, ha negato di aver preso parte alla vendemmia.
Ma ora della sua posizione dovranno risponderne i suoi parenti.