NARDO' - Si è tenuta in Roma, nel tempio di Adriano, la presentazione del libro di Fernando Adornato (Udc). Diego Spano, unico neritino in trasferta, era sul posto per seguire l'evolversi della situazione e per riportare notizie in provincia di Lecce ed a beneficio dei lettori/elettori di Nardò.
“Sos Italia“ ovvero COME USCIRE DALLA NOTTE DELLA POLITICA E DARE CONTINUITA’ AL “MONTISMO”.
Questo libro è la cronaca di un fallimento politico, il resoconto dettagliato,sul piano politico, ulturale e morale, di un “ventennio bruciato”.
Presenti assieme al gruppo dei circoli Liberal pugliesi,coordinati dal segretario Francesco Di Maggio , il presidente provinciale dei giovani Udc di Lecce, Luca Bartolotti e Diego Spano , presidente dei giovani Udc locale e dirigente del direttivo giovanile di Lecce.
Fra le fila degli ospiti, a parte l’autore del libro e i vari politici in sala, il leader Pier Ferdinando Casini(Udc),Enrico Letta deputato e vicesegretario nazionale del Partito Democratico , ed Angelino Alfano attuale segretario del Pdl. Il tutto coordinato dall’editorialista del Corriere della sera Pierluigi Battista. Dopo un attenta e breve analisi del libro in questione, gli esponenti politici hanno dato vita al dibattito.
Il primo a parlare è stato il segretario del Pdl Angelino Alfano,poche parole ma con un messaggio ben preciso indirizzato al leader dell’Udc Casini.
Il Pdl farebbe due passi indietro e cioè non candidare Berlusconi e favorire l’unita’ del centrodestra, rendendo cosi compatta una grande area moderata e alternativa alla sinistra, impedendo cosi alla squadra Bersani – Vendola – Di Pietro di governare il Paese.
Questa è la sfida che lancia ufficialmente il partito dell’ex premier, sfida che il leader dell’Udc non respinge, pur con tutte le cautele affermando con questa frase dal tono ironico e sottile: «Mi auguro che i fatti dimostrino che quel che ha detto Alfano sia vero, ma gli italiani sono abituati alle giravolte di Berlusconi. Accettare le sfide è doveroso, ma non cedere agli inganni lo è altrettanto. Con cautela, però voglio verificare». Secondo Pier Ferdinando Casini, qualunque processo di aggregazione dei moderati deve nascere sulla base della verità.
Ha poi aggiunto:<< Il governo Monti: "Non è un incidente di percorso. Monti non appartiene a nessuno, eppure c’è per volontà di tutti noi. È un’anomalia da risolvere o bisogna ripartire dai contenuti dell’agenda Monti? È questo il macigno che vale non solo per il Pdl, ma anche per la sinistra">>. Dopo il confronto fra i due non poteva mancare la critica severa e pungente, del vice segretario del PD.
“Trovo che quanto detto da Alfano si commenti da solo, è come se dicesse ‘mettiamoci tutti insieme perché ci sono i cosacchi alle porte’. Tutto questo non ha senso”.
Così Enrico Letta, replica ad Angelino Alfano che aveva sollecitato l’unità dei moderati italiani per contrastare l’avvento al governo del centrosinistra.“Le primarie – ha poi aggiunto– non sono un regolamento di conti ma un nostro contributo per uscire dalla notte della politica. Il governo di coalizione che formeremo se vinceremo le prossime elezioni manterrà tutti gli impegni internazionali presi da Monti in questi mesi, e difenderemo l’euro.
È un impegno solenne preso con un documento dall’assemblea del Pd, con il quale anche Nichi Vendola dovrà’ misurarsi”.E dopo una domanda bruciapelo dell’editorialista del corriere della sera quale: L’alleanza tra Pdl e Udc? “Questo matrimonio non s’ha da fare” ha risposto Enrico Letta, citando “I Promessi Sposi” di Manzoni e concludendo cosi il suo intervento.
Riflessione di Diego Spano
Sembra defilarsi quindi, l’ennesimo bipolarismo ,con l’unica novità che sarà quella di ritrovare all’interno di esso, qualcosa di “tecnico”. L’asse centro destra sembra orientato a decollare su tre condizioni ben precise.
La prima è quella di non ritrovarsi il Berlusca fra i piedi;la seconda quella di avere Monti premier ,continuando cosi il lavoro svolto da questi ,durante questo duro e delicato momento di crisi nazionale e l’altra, ovviamente, è la questione aperta sulla legge elettorale, ridando all’elettore quella preferenza che cambierebbe, almeno in parte, il meccanismo malato ancora in atto.
Dall’altra, l’asse di sinistra sembra invece orientato alla New - entry di Di Pietro, nella squadra “rossa” Bersani – Vendola, confusionaria e ribelle. Fra rottamazioni e non, spero solo che noi giovani faremo da ossigeno a questa politica oramai in coma e sempre più in fin di vita, prendendoci, con forza e coraggio un piccolo ritaglio di spazio nel “gruppone” oramai in età avanzata. Chi vivrà vedrà...