Si attenua la pressione intorno a Sandro Piccione. Avrebbe agito perché si sarebbe sentito in pericolo: "non volevo investirla" dice al Gip

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NARDO' - Il giudice ha escluso il rischio di reiterazione del reato. Le esigenze cautelari sarebbero solo legate al rischio di inquinamento probatorio e per questo motivo resta ai domiciliari.

 

 

esta ai domiciliari con l’accusa di tentato omicidio Alessandro Piccione, 40enne di Nardò che ha investito e ridotto in fin di vita, Antonella Bisanti, 47 anni.

Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Carlo Cazzella, dopo l’interrogatorio di convalida che si è tenuto ieri. L’uuomo, assistito dall’avvocato Ezio Maria Tarantino si è difeso, sostenendo che l’episodio sarebbe stato frutto di una tragica fatalità.

Davanti al gip ha sostenuto che, dopo il litigio in strada con la 47enne, indicata come un’inquilina morosa che aveva già sfrattato ma che si rifiutava di abbandonare l’abitazione di sua proprietà, si sarebbe trovato circondato dal figlio 18enne della donna e dai suoi amici. Apostrofato e insultato dai giovani, avrebbe provato a scappare con l’auto, finendo per travolgere la 47enne, che ora è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Lecce.

Le sue condizioni continuano ad essere molto gravi. «Non era mia intenzione investirla. Ero spaventato, stavo fuggendo e non sono riuscito a fermarmi», avrebbe detto davanti al gip. La vittima non avrebbe pagato per diversi mesi l’affitto. E questo avrebbe generato non pochi attriti e discussioni, fino alla notifica dello sfratto. Ora tutte queste dichiarazioni sono al vaglio degli investigatori. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Giovanni De Palma.

Il giudice ha escluso il rischio di reiterazione del reato. Le esigenze cautelari sarebbero solo legate al rischio di inquinamento probatorio. I fatti si sono verificati nel pomeriggio di giovedì scorso, in pieno centro cittadino davanti ai passanti sbigottiti. Il 40enne è stato subito rintracciato a Santa Caterina ed arrestato dagli agenti di polizia.