NARDO' - Economia cittadina bloccata? Ecco che cosa sta succedendo.
Abbiamo raccolto in questi giorni di festa numerose lamentele da parte di cittadini esasperati. Motivo? Le norme introdotte dalla finanziaria del governo Monti. A suscitare le ire dei neretini non sono però stavolta le accise sulla benzina o la riforma delle pensioni. La pietra dello scandalo è la normativa sulla tracciabilità del denaro e il limite dei 1.000 euro per i trasferimenti in contanti o, per meglio dire, la sua funesta e illegittima applicazione pratica.
La normativa, introdotta dal governo di unità nazionale, prevede che “i trasferimenti da 1.000 euro in poi avvengano per il tramite di intermediario abilitato, ossia con assegno, bonifico o carta di credito”.
La realtà è ben altra. Numerosi istituti di credito, a Nardò e non solo, non cambiano gli assegni pari o superiori a 1.000 euro né consentono prelievi dai propri conto correnti al di sopra di tale somma. Un applicazione estensiva della normativa, in violazione della legge, che blocca il sistema creditizio e produttivo della nostra città. A poco sembrano essere servite le circolari interne alle banche per chiarire l’arcano.
In questi giorni di festa alcuni concittadini si sarebbero addirittura visto rifiutare il cambio dell’assegno dello stipendio. Una situazione tanto assurda spinge alcuni ad operazioni “frazionate” per aggirare la norma.
Il rischio per l’economia cittadina è evidente: bloccare il sistema creditizio vuol dire bloccare il commercio e l’economia, già in gran difficoltà, della nostra città. Proponiamo quindi di indire al più presto una riunione della commissione Attività produttive, alla presenza degli operatori del settore (gli istituti di credito), dei cittadini interessati, delle imprese e delle attività commerciali del territorio. In quel contesto si potrà tracciare, a nostro avviso, un comportamento uniforme da parte di tutti gli istituti di credito e soprattutto una condotta che sia in linea con la nuova normativa sulla tracciabilità.
Pippi Mellone
Futuro e Libertà per l'Italia