I commercianti: “Deiezioni canine un problema per Nardò, multare i padroni”

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NARDO' - A passeggio per le strade della città, facendo continui slalom tra i “regalini” che i cani, “grazie” all’educazione dei loro padroni, lasciano sui marciapiedi. Basta fare un giro per le zone centrali della città, come via Principi di Savoia, le aiuole di corso Galliano, oppure per il Centro storico, o per le zone di periferia, per notare la presenza di deiezioni canine non solo sui marciapiedi ma anche nelle aree verdi in cui giocano i bambini.

A sottolineare la grave questione sono alcuni commercianti di via Principi di Savoia, che esortano e spronano l’amministrazione comunale ad effettuare controlli più capillari ed a sanzionare con multe.

“Uno dei problemi più diffusi e discussi – afferma un commerciante – in tema di decoro della città è quello delle feci canine e, comunque, della sporcizia dovuta a comportamenti scorretti da parte di chi possiede i cani. Non sarà di certo il problema più grave del degrado delle nostre città, ma è, tuttavia, rilevante.

L'obbligo di raccogliere le deiezioni del cane - continua il commerciante -  è stato accolto da tempo nella legislazione del nostro Paese, grazie a numerose ordinanze del Ministero della Salute in materia di gestione dei cani. L'ultimo provvedimento in ordine cronologico, attualmente in vigore, è costituito dall'Ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 3 marzo 2009 , intitolata "Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani (pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2009).

In particolare ai sensi dell'articolo 2, comma 2, punto 4 "è fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse". Tale obbligo non viene meno nel caso in cui il cane sia condotto temporaneamente da persona diversa dal proprietario, poiché, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della predetta ordinanza "chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo".

Quindi la raccolta delle feci - conclude - non è solamente un dovere civico ed un'espressione del buon senso, ma rappresenta un vero e proprio obbligo giuridico imposto a tutti i cittadini che a qualunque titolo conducano a spasso un cane".