"Vendola? E' ingiustificabile, cari amici di Sel" La lettera di un "dissidente" della Cgil di Nardò

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NARDO' - Piena e incondizionata solidarietà e sostegno all’articolo dell'ingegner Antico contro il comitato di Vendola.

 

Siamo veramente all’assurdo. Neanche a pochi giorni dalla chiusura dell’Ospedale di Nardò e del pronto soccorso gli amici, nonché affezionati, del presidente della giunta reg.le pugliese si lanciano in ridicole discolpe e banali giustificazioni a favore del Vendola.

Ma come si può continuare in questo atteggiamento politico così grottesco, quando tutti i cittadini di Nardò e comuni vicini sanno che se la sanità è allo sbando e al collasso  si deve solo e soltanto alle colpe di un signore che parla bene a livello nazionale facendo poesia, versi vuoti ed omelie, mentre a livello regionale razzola malissimo con i vari Marcegaglia, Riva e ieri con Don Verzè.

Lì dove Vendola ha tagliato posti-letto e soppresso ospedali che funzionavano la gente. Non dovrebbe dare neanche mezzo voto alle primarie.

Perché il Vendola e i suoi amici non vanno a vedere cosa accade veramente nei servizi sanitari che sono rimasti aperti cosa sta accadendo: un centro antifumo di Galatone dove tre dirigenti pagati profumatamente dalla ASL non si sa che attività giornaliera svolgano.

E degli infermieri del Cim di Nardò che “in onore del risparmio” prendono l’auto della di servizio per andare a farsi i corsi Ecm. Qualcuno parla di queste cose?
L’importante aver chiuso l’Ospedale di Nardò. Era  quella struttura che dava intralciato ai piani di espansione e alle strategie politiche degli altri ospedali: vedi Copertino e Galatina  che oggi in coro annunciano politici e direzione generale di voler ingrandire e allargare.

Nelle critiche, lo dico con affetto e passione all’ing. Antico, non si trascuri che il sindacato confederale come cgil. cisl e uil sono stati, per la chiusura dell’ospedale, conniventi e compiacenti e nessuno che si sia mai neanche lontanamente sognato di opporsi alla giunta al suo presidente.

Allineati e coperti come si dice in gergo militare.

Maurizio Maccagnano
sindacalista dissidente della Cgil di Nardò