ASCOLI PICENO - Un maresciallo di Nardò implicato in una scabrosa vicenda a sfondo sessuale. Il teatro è la stessa caserma nella quale prestava servizio Salvatore Parolisi, condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Melania Rea.
Il 235esimo Reggimento di Ascoli Piceno è teatro di una nuova, presunta, vicenda sexy. La caserma Clementi, nella quale prestava servizio Salvatore Parolisi, l'istruttore con molte amanti soldatesse condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Melania Rea, vede un altro dei suoi uomini finire a giudizio, questa volta per molestie sessuali.
Secondo quanto emerso dall'inchiesta coordinata dal procuratore militare di Roma Marco De Paolis un maresciallo capo, 38enne di Nardò, avrebbe molestato sessualmente una giovane caporale, minacciandola di rovinarle «la carriera e la vita» ed è stato rinviato a giudizio dal gup militare per il reato di «ingiuria e minaccia ad un inferiore» dato che nel codice militare manca uno specifico reato di molestie sessuali.
Il neritino avrebbe molestato pesantemente una allieva di 25 anni. Le indagini sugli abusi risalgono al periodo precedente all'omicidio di Melania.
Il maresciallo capo, magazziniere della terza compagnia, il 21 luglio 2009, «offendeva prestigio, onore e dignitá di una soldatessa sua inferiore, cui minacciava altresì un ingiusto danno».
In pratica, le aveva ordinato «di seguirlo in magazzino» e nel corso del tragitto le avrebbe chiesto «se le sarebbe piaciuto essere la prima del corso»; guardandola le avrebbe poi detto «io ti posso aiutare» invitandola ad avere con lui un rapporto sessuale.
Il racconto dell'allieva prosegue sottolineando che, una volta in magazzino, lei è salita su una scala per prendere del materiale e, mentre lei scendeva, nonostante «l'invito a spostarsi, le poggiava le mani, a palmi aperti, sulle natiche».
Infine, a seguito delle rimostranze della donna caporale il maresciallo le avrebbe detto: «Qualsiasi cosa farai, sappi che è la tua parola contro la mia. Non ti permettere di dire nulla a nessuno, non mi interessa se sei figlia di ufficiale. Se provi a dire qualcosa, io ti rovino la carriera e la vita».
QUI IL PROFILO DEL NERITINO SU UN GIORNALE DI ASCOLI
L'udienza davanti al Tribunale militare di Roma è prevista per il 5 febbraio. L'uomo nell'agosto 2011 era già stato rinviato a giudizio per un altro episodio analogo ed è stato assolto in primo grado (è pendente il giudizio d'appello).
E un'altra istruttoria del 2009, condotta sempre da De Paolis, ha riguardato un altro graduato della caserma Clementi. In un caso la denuncia portava la firma di sette allieve, nell'altro di quattro.