NARDO' - William Greco, pianista, ha 25 anni, è di Nardò ed è fresco vincitore di un prestigioso riconoscimento internazionale in occasione del «Premio Venezia» celebratosi nel Teatro La Fenice. Il giovane musicista è molto amato e apprezzato nella città salentina, tanto che suoi vicini di casa quando non lo sentono suonare chiamano e chiedono di lui ai genitori.
William è un vero talento per la musica classica e jazz. «Avevo circa cinque anni - racconta - quando mamma e papà mi regalarono una "pianola". Non sapevo nulla di musica ma passavo molto tempo a premere i tasti cercando di riprodurre le sigle dei cartoni aniamti>>.
- Si sente raccontare che i vicini di casa erano preoccupati quando non la sentivano suonare. E' vero?"
Sì, da quando ho iniziato a suonare e ancora oggi i vicini di casa sono ben lieti di "sopportare" per ore le mie esercitazioni siano esse di musica classica che di musica jazz. Si è verificato che se fossi fuori qualche giorno per studio o concerti qualche vicino ha chiesto di me e perché non suonassi.
Sono molto fortunato per questo, soprattutto se penso che molti miei colleghi sono in guerra con i loro vicini e possono suonare solo in determinati orari,nel migliore dei casi.
- Il primo incontro con una tastiera, la prima esibizione in pubblico e l'ultimo importante riconoscimento conseguito a Venezia"
Avevo circa cinque anni quando i miei genitori mi regalarono una "pianola";io non sapevo nulla di musica ma passavo molto tempo a premere i tasti cercando di riprodurre le sigle dei cartoni animati;da li a breve iniziai a ricevere le prime lezioni di pianoforte.
Ricordo ancora la mia prima esibizione in pubblico in un saggio di fine anno;era un mondo tutto da scoprire per me, ma l'idea di suonare per delle persone mi piaceva molto e mi rendeva felice.
Stati d'animo che si sono confermati lo scorso mese al concorso Premio Venezia;suonare nel teatro "La Fenice" esaurito con un pubblico straordinario ed entusiasta dopo la mia esecuzione è stata una delle esperienze più belle ed emozionanti della mia vita.
- Una sera suona Chopin e un'altra suona Bill Evans ..Com'è nata questa doppia vita?quale sono i compositori e musicisti di riferimento?
Dopo gli iniziali studi classici,mi sono accostato alla musica improvvisata casualmente,da ragazzino,quando ho avuto una passeggera "crisi di rigetto" verso l'impostazione accademica, la partitura scritta,che mi sembrava un mondo senza anima, malato di eccessivo formalismo. Riavvicinatomi in seguito alla musica classica non ne ho potuto più fare a meno e trovo che le due cose si tengano perfettamente;studiare Chopin fa di me un jazzista migliore e che allenare l'orecchio con le improvvisazioni jazz faccia di me un interprete classico migliore.
Il compositore che più mi affascina e mi emoziona è Brahms infatti uno dei miei obiettivi nel tempo sarà studiare l'integrale delle sue opere per pianoforte solo e con l'orchestra. Due musicisti su tutti Keith Jarrett e Bill Evans, personaggi che hanno appunto una forte influenza classica nel loro modo di suonare.
- "Nella sua carriera ha ricevuto critiche che le sono servite per migliorare? (E da chi?) Quale, invece, l'apprezzamento più gradito"
Sì. Innanzi tutto vorrei dire che io sono il più severo critico di me stesso. Mi giudico talmente male che in confronto quello che altre persone mi possono dire risulta sempre molto più benevolo.
Le "critiche" che mi fanno crescere di più sono senza dubbio quelle dei miei maestri;a tal proposito vorrei citare il maestro Benedetto Lupo che con il lavoro svolto assieme mi ha letteralmente trasformato... e anche i miei amici e musicisti più stretti come il sassofonista Raffaele Casarano e il contrabbassista Marco Bardoscia che mi hanno cresciuto e formato in ambito jazzistico.
Ascolto con piacere critiche o meglio suggerimenti anche da persone non musiciste e devo dire che si trovano a volte spunti molto interessanti.
- Quali sono i progetti per il futuro, i sogni nel cassetto?
Un sogno (che per adesso rimarrà tale) è quello di partecipare al concorso "Chopin" di Varsavia, la più prestigiosa competizione pianistica al mondo.
Ma mi piacerebbe, nel frattempo, mettere su una jazz band tutta mia: un gruppo bello grosso, con sei-sette elementi e tanta musica scritta da me.