*ESCLUSIVO* La Regione boccia tutto: Sarparea, Cafari, Cenate-Lissandri

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NARDO' - “Prima di cementificare sulla costa e nell'entroterra parliamo di paesaggio”. O di quel che ne rimarrebbe dopo aver costruito su centinaia di ettari di terreno.

Così, in una frase sola, può essere condensato il parere negativo che la Regione Puglia, settore Paesaggio dell'assessorato all'Urbanistica, ha fatto piombare sulle scrivanie di Palazzo Personè. Un carteggio che reca la stessa data per tutti i provvedimenti che sono praticamente un preavviso di rigetto di sei piani di lottizzazione adottati dal Consiglio comunale e che attendevano solo il “via libera” dalla Regione per il nuovo passaggio in Consiglio e l'inizio dei lavori. Inizio che, ora, è messo seriamente in discussione dal diniego dell''autorizzazione paesaggistica da parte della Regione Puglia che è il frutto della Valutazione ambientale strategica, del parere paesaggistico della Soprintendenza e di altre procedure di valutazione.

In ballo c'è praticamente tutto quello di cui si va parlando da anni: il villaggio in località Sarparea, a Sant'Isidoro: 16 ettari per duecento villette mono o bifamiliari; il villaggio in zona Cafari, nei pressi di Torre Inserraglio e dentro il parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano: sessanta ettari da costruire che hanno fatto rabbrividire don Raffaele Bruno di Libera; l'insediamento tra e nelle cave di contrada Cenate-Lissandri, il famigerato Comparto 50: novanta appartamenti con relativa pressione antropica e di traffico in una delle zone, le Cenate, più belle d'Italia; il completamento di una maglia edilizia in un'area già urbanizzata di Sant'Isidoro.

In tutto si tratta di sei piani di lottizzazione per altrettanti comparti previsti, quarant'anni fa, nel piano regolatore generale e sopravvissuti, come i dinosauri, ai cambiamenti territoriali (compreso il fenomeno dell'abusivismo), al mutamento delle sensibilità delle persone, alla progressiva impermealizzazione e cementificazione del territorio, al sorgere di aree protette lì dove erano previsti i villaggi. Anacronismi allo stato puro. Aborti, insomma, che pretendono di nascere in un contesto ambientale e sociale profondamente mutato nel corso dei decenni.

Ora ai proponenti restano dieci giorni per proporre le controdeduzioni che riguardano prescrizioni del Putt, la tutela degli alberi e aspetto agrario di quelle aree e l'impresa di ribaltare il parere paesaggistico negativo appare ardua. E la questione non dispiacerebbe troppo all'attuale Amministrazione che non ha mai fatto mistero di preferire di “disegnare” il futuro turistico del territorio con il nuovo Pug che sarebbe certamente più al passo con i tempi.

Basti pensare, ad esempio, che i sei insediamenti “consumerebbero” centinaia di ettari di terreno con la realizzazione di “villaggi” in orizzontale e l'estensione di una “nuova” città senza, però, realizzare nemmeno un albergo, quello che il sindaco Marcello Risi ritiene essenziale sulla costa di una città con decine di chilometri di fronte-mare.