NARDO' - L’eventuale profilo omissivo nell’iter clinico-carcerario fu subito denunciato dai familiari di Gregorio Durante.
Subito, infatti, aleggiò il sospetto che il giovane salentino non fosse compatibile col regime carcerario e che i suoi problemi, soprattutto di natura neurologica, avrebbero dovuto imporre un nuovo urgente ricovero in ospedale dopo quello di 3 giorni, dal 10 al 13 dicembre, a Bisceglie. Invece, secondo la denuncia, dal carcere vi sarebbe stata una relazione attestante addirittura una “segnalazione di simulazione”.
Il 30 dicembre, uno dei legali di Durante, dopo aver trovato il suo assistito “in pessime condizioni generali” in occasione dell’incontro in carcere del 23 dicembre, depositò una memoria difensiva al Magistrato di Sorveglianza di Bari.
Ed ancor prima, il 15 dicembre la difesa aveva depositato un’istanza per la sospensione dell’esecuzione della pena o, in subordine, per la detenzione domiciliare per gravissimi problemi di salute e incompatibilità col regime carcerario”.
Il 7 aprile 2011 Durante fu trasferito dal carcere di Bari a quello di Trani “ove a quanto riferiscono i familiari, per averlo saputo dal loro congiunto non veniva più somministrata la prescritta terapia salva vita” – si leggeva nell’esposto.
Nel gennaio 1995, Durante (all’età di 17 anni) era stato colto da encefalite virale con stato comatoso protrattosi per oltre 2 mesi e pericolo di vita. Il 31 ottobre 2003 altri gravi problemi di salute.
I primi risultati dell’esame autoptico eseguito dal dr. Biagio Solarino stabilirono che Durante era molto deperito ma che il cadavere non presentava lesioni ed ecchimosi.