Torre Guaceto: il Tar accoglie il ricorso del WWF e blocca il depuratore

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TORRE GUACETO – “Per il momento, infatti, l'attivismo degli ambientalisti e non solo, ha stoppato l'avvio dello scarico delle acque reflue dell'impianto di depurazione a servizio del Comune di Carovigno, nell'Area Marina Protetta di Torre Guaceto”.

Ad annunciarlo sono Mino Natalizio e Paolo Maccagnano di Noi X Nardò: “Probabilmente, sulla decisione del TAR avrà inciso anche il parere negativo espresso in seno alla Conferenza dei Servizi, degli Uffici della Regione Puglia dediti alla Tutela del Territorio e del Paesaggio "capitanati" dall'Assessore Barbanente, mentre quelli tecnici dei Lavori Pubblici guidati da Amati hanno deciso comunque di procedere con lo scarico a mare.

Ecco perché sarebbe importante che l'Ufficio Ambiente del Comune di Nardò, con riferimento al progetto di collettamento delle acque reflue di Porto Cesareo al recapito finale del depuratore di Nardò, inoltrasse immediatamente all'Ufficio Parchi e Tutela delle Biodiversità della Regione Puglia, come da noi già sollecitato, il parere dell'Ente di Gestione del Parco di Portoselvaggio - Palude del Capitano in merito al nulla osta per le opere ricomprese nell'Area Protetta. Altrimenti, lo stesso Ufficio Regionale non potrà valutare nel merito l'eventuale parere vincolante ed obbligatorio dell'Ente Parco rispetto alle norme di salvaguardia vigenti”.

Sempre a tal proposito vorrebbero anche sapere che fine abbia fatto “l'impegno preso dal sindaco di ricorrere al Tar contro la Determina con cui il Responsabile del Procedimento dell'Acquedotto Pugliese procedeva all'affidamento in appalto dei successivi livelli di elaborazione del progetto di normalizzazione dell'impianto dei reflui di Porto Cesareo e del collegamento con l'emissario di Nardò”.

Pertanto, si chiedono: “Risi ci ha inviato rassicurazioni in tal senso già agli inizi di novembre, ma visto che siamo arrivati a Natale forse sarebbe il caso di fornire qualche aggiornamento. Il ricorso è stato inoltrato? Se no perché?”

Concludono: “Intanto, mentre l'Ambiente a Torre Guaceto ottiene "giustizia", la nostra Area Marina Protetta aspetta”.