NARDO' - Da tempo il Centro Studi "don Milani" nei suoi continui incontri, sollecita la discussione sulle tematiche che interessano la vita dei cittadini.
La differenziazione delle problematiche esistenti ci obbliga a continui confronti e dialoghi con tutte le forze culturali, sociali, politiche, selezionando i vari profili amministrativi.
Siamo sempre più convinti che solo dalla condivisione e dalla collaborazione, da noi sempre auspicate, possano nascere soluzioni alternative di sviluppo, orientate alla salvaguardia del nostro territorio.
A tal proposito molte persone si chiedono come mai la nostra Città non cresce dal punto di vista dei servizi, dell’efficienza degli stessi e della loro diversificazione.
Tutti sappiamo che i servizi fanno capo al Comune data la sua titolarità territoriale.
Il Sindaco e l’Amministrazione comunale sono i responsabile dei servizi e delle opere che si effettuano sul territorio, sia che non si realizzano, sia che restano sospesi o si dimenticano.
Fra i tanti servizi di cui il Comune, e di riflesso la popolazione dovrebbe usufruire, sono quelli previsti dal PUE (Piano Urbanistico Esecutivo, ossia lottizzazioni e varianti artigianali, commerciali, industriali e turistiche) che ovviamente per essere realizzate hanno bisogno del parere positivo del governo cittadino.
E’ evidente che sia le varianti al PRG attuale (quando si darà mano al PUG?) sia le lottizzazioni contengono in genere buoni propositi sia in favore dell’occupazione, sia per la cessione di aree pubbliche, sia per la realizzazione di servizi pubblici.
Sostanzialmente si tratta di interventi migliorativi quando non sono devastanti per il paesaggio e il territorio. In genere essi aumentano la visibilità e il richiamo del territorio, la bellezza del paesaggio, l’incremento occupazionale e lavorativo.
Nel mentre a monte dell’approvazione vi è tutto questo di fatto però non sempre le intenzioni si traducono in realtà e certi mostri sono sotto l’occhio di tutti.
Se diamo uno sguardo alle varie proposte PUE presentate nel tempo regolarmente approvate ci accorgeremmo che molte di esse non sono più attuali, né appetibili, né migliorative del paesaggio, né rispondenti alla richiesta sociale e turistica, altre ancora sono, malgrado il tempo, ancora incomplete, i servizi previsti a favore della collettività mai realizzati, l’urbanizzazione primaria e secondaria limitate alle parti già vendute o in attesa di vendita, il personale preposto previsto alla cura e alla manutenzione scomparso o inesistente se non in tutto almeno in parte.
Non diversa, salvo poche realtà, è la situazione delle varianti effettuate per gli insediamenti produttivi artigianali, industriali, turistici e commerciali.
Si presentano come progetti di alto profilo solutori di tanti problemi di interesse pubblico, di futuro roseo e poi si trasformano, dopo qualche anno in altra realtà.
Qui non si vuole mettere in dubbio la buona volontà e disposizione dei privati che sono certamente corroborate da entusiasmo e buona fede unite alla volontà di essere promotori di sviluppo economico, civile, occupazionale, estetico per la Città e i suoi cittadini quanto invece di coloro che intenzionalmente presentano progetti che poi si perdono nella notte dei tempi.
Oggi, in seno all’Amministrazione, si parla diffusamente di realizzare una piscina, un porto turistico, un grosso acquario attraverso l’approvazione di deroghe allo strumento urbanistico per consentire nuovi insediamenti produttivi forieri di servizi utili alla popolazione senza però verificare se tali opere o attività o altro ancora non sono doppioni già proposti da altri privati e mai realizzati.
E’ tempo che l’Amministrazione comunale verifichi concretamente gli impegni e i tempi assunti dai vari PUE prima di concedere nuove autorizzazioni! Solo attraverso controlli seri, certi e minuziosi si può ricostruire una mappa dei servizi, verificare lo stato delle autorizzazioni, il degrado del territorio, la disponibilità dei servizi, la corrispondenza degli stessi alle esigenze popolari, un monitoraggio per il futuro indicatore di tendenze.
Si auspica allora una maggiore ottimizzazione del controllo amministrativo se si vuole evitare l’assoluto e inutile saccheggio del territorio.
LE CONCESSIONI E LE CONVENZIONI vanno osservate in tutta la loro pregnanza, senza eccezione alcuna, con clausole chiare ed inequivocabili!
La storia del recente passato ci insegna che clausole imprecise e lacunose hanno generato conflitti pluriannuali come quello relativo alla lottizzazione “Vacanze serene”; risolto alla fine a spese dei compratori.
L’Amministrazione comunale ha mai provveduto a controllare la puntuale rispondenza al progetto e a verificare la reale disponibilità delle aree e dei servizi previste per il pubblico?
Il PUE contiene anche prescrizioni di tempo; tale dato, viene sempre osservato e quando non lo è, che interventi l’amministrazione ha determinato?
Il nostro territorio contiene da tempo tanti PUE come : Torre Inserraglio, Vacanze Serene, Santa Caterina Alta, Blu Village, Mera, Marchesana, ecc. ecc., sono stati mai verificati?
Le autorizzazioni concesse devono valorizzare il territorio e l’immagine della Città, certamente non devono rappresentare uno spreco intollerabile di potenziale ricchezza né gravare, impattando, sull’ambiente.
Purtroppo conosciamo già che, il controllo a posteriori, racconta tante storie sia positive sia negative. Pertanto è condizione ‘responsabile’, prendere atto dell’evidente mancanza di servizi derivata anche da incuria amministrativa, malgrado la loro previsione progettuale.
Il territorio è ricchezza, è risorsa incommensurabile, il suo uso deve essere parsimonioso, non abbandonato alla moda dei tempi o seguire tendenze energetiche colonizzatrici, e soprattutto non sprecato a fini speculativi da imprese e progettisti con PUE sorpassati, vetusti e saccheggiatori.
E’ obiettivo sempre più fermo di questo Centro Studi, dunque, sensibilizzare la cittadinanza alla necessaria consapevolezza e all’importanza della cultura ambientale, perché sempre più colta e lungimirante, dovrà essere quell’amministrazione che “possiede paesaggio”, obbligata a saperlo gestire, salvaguardandolo, creando occupazione e circuiti virtuosi d’interesse attrattivo, ma preservandolo, per le prossime generazioni. Questo è un compito arduo che spetta a gente competente della città a venire.
Nardò, 19 dicembre 2012
IL PRESIDENTE IL COORDINATORE
Giovanni PERO’ Paolo MARZANO