NARDO' - Lungo le strade di Nardò non passa un'anima quando due malviventi, mascherati con una calzamaglia calata sul viso, irrompono con uno stratagemma nella sala di slot-machine “Win Times” di via Bonfante. Usano un cliente occasionale come “ariete”: mentre quello suona il campanello per farsi riconoscere dagli addetti loro entrano nel negozio quando manca un quarto a mezzanotte.
Con le cattive, armi in pugno, strattonano la commessa e la tirano per un braccio, una ragazza poco più che ventenne del posto; ma ad avere la peggio è l'altro collaboratore della sala, un uomo di 32 anni, che viene colpito al capo e alla nuca e poi cade per terra. I malviventi, in un crescendo di terrore, infieriscono e lo colpiscono con alcuni calci al busto. E' la prova che hanno intenzione di fare sul serio e spengono, in questo modo, qualsiasi tentativo di resistenza da parte dei giovani che vengono obbligati a rimanere distesi per terra mentre i criminali fanno i loro comodi.
La rapina dura pochi minuti perché i due malviventi si appropriano dell'intero incasso della giornata, ben 2800 euro in contanti, e portano via di peso una macchinetta “cambiasoldi”, utilizzata dagli avventori per scambiare banconote con moneta utile al gioco. L'intera scena è stata ripresa dalle telecamere interne di sorveglianza – numerose e che coprono ogni angolo del locale – mentre dell'esterno, nelle vicinanze del negozio, non ci sarebbero strumenti elettronici in funzione, utili per verificare se i criminali sono arrivati sul posto con un'auto propria o accompagnati da qualcuno.
Sul posto – e vi sono rimasti fino alle tre del mattino – gli ispettori del locale commissariato di polizia di Nardò coordinati dal vicequestore Pantaleo Nicolì. Ma anche una autoambulanza dell'Uer-118 che è stata chiamata per soccorrere gli sfortunati dipendenti della sala giochi che è gestita da un imprenditore di Francavilla Fontana: lui guarirà in dieci giorni ma sono escluse fratture, la ragazza (che ha risentito soprattutto psicologicamente della disavventura) ne avrà per una settimana.
La polizia fa chiarezza, nelle prime ore di ieri mattina, sul ruolo dell'uomo col volto scoperto che è stato usato come “cavallo di Troia” dai rapinatori: il giovane, di Nardò, stava entrando nel locale insieme con la sua ragazza. I due lo hanno atteso nascosti dietro un'inferriata e poi, quando il giovane neritino si è fatto riconoscere dai commessi del negozio (che rimane aperto fino alle quattro di notte, per cui i sistemi di sicurezza all'ingresso sono scrupolosi) i criminali sono accorsi spingendolo dentro il locale. Ne è nata pure una piccola colluttazione ma poi il giovane se l'è data a gambe allontanandosi con la ragazza a bordo della sua auto grigia. Per questo motivo si è parlato, per qualche ora, di un complice a volto scoperto che poi è andato via con una vettura.
Poco altro: i due hanno pronunciato poche e minacciose parole. Si sono espressi in un corretto italiano senza evidenti inflessioni e sono apparsi giovani e abbastanza aitanti. Pochi indizi, oltre alle immagini delle videocamere, per tentare di individuare i delinquenti che hanno seminato tanto terrore.