NARDO' - “Chiarezza sulla morte del giovane Gregorio Durante”. Otto avvisi di garanzia per medici e dirigenti, tra Trani e Bisceglie.
Nei mesi scorsi commemorammo, con un manifesto, la ricorrenza della scomparsa di Stefano Cucchi tra le polemiche. Oggi che le cronache locali e nazionali si concentrano sul caso del giovane neretino Durante, morto nel carcere di Trani, non possiamo fare a meno di intervenire per chiedere ancora una volta giustizia per un detenuto morto in circostanze poco chiare.
Gli 8 avvisi di garanzia emessi in queste ore dal Gip di Trani sembrano presupposto indispensabile per fare Giustizia.
La nostra attenzione sui diritti dei detenuti è sempre stata molto alta e oggi che a balzare agli onori delle cronache è il caso di un nostro concittadino, misteriosamente deceduto in carcere, vogliamo intervenire perché la Politica non può restare muta davanti a una barbarie simile. L’assistenza sanitaria in carcere non può essere un lusso per pochi ma un diritto per tutti i detenuti.
Sempre più spesso casi di questo tipo vengono denunciati da media sensibili. Le Iene sono state avanguardia di questo modo di fare giornalismo denunciando centinaia di casi e i media locali stanno dimostrando in queste ore altrettanta attenzione e sensibilità.
Una “pena di morte” occulta sempre più spesso viene praticata nelle nostre carceri in spregio alla legge. “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, così recita la Carta costituzionale all’art. 27. Norme troppo spesso inattuate nelle carceri italiane sovraffollate all’inverosimile. Noi non riusciamo a non urlare il nostro sconcerto davanti a morti tanto assurde.
Per Gregorio, come per le altre centinaia di detenuti che lasciano il carcere ogni anno solo dopo essere morti, chiediamo ancora una volta giustizia. I responsabili di queste morti assurde non possono e non devono restare impuniti!
Pippi Mellone
Pierpaolo Giuri