NARDO' - Oggi, in Commissione Ambiente convocata e presieduta dal Presidente Salvatore Antonazzo, importante presa di posizione di tutta l’Amministrazione in testa il Sindaco Risi, l’Assessore Maglio, le Associazioni neritine, rappresentate da Graziano De Tuglie presidente la Consulta per l’Ambiente, tutti i colleghi di minoranza con il consigliere Giuseppe Mellone promotore di una richiesta di consiglio monotematico.
Presente anche -su richiesta dello stesso presidente-, il consigliere provinciale Giovanni Siciliano.
Verdetto unanime un secco NO! alla Shell Italia.
L’invito da parte del Presidente e dei consiglieri tutti intervenuti nel dibattito, fare fronte unico con i territori interessati contro nuove trivelle in mare, i comunidiPorto Cesareo, Galatone, Sannicola, Gallipoli, Taviano, Racale, Alliste, Ugento, Salve, Morciano, Patù, Castrignano dei Greci.
“Vogliamo un futuro diverso per il nostro territorio i nostri mari e le nostre coste sono continuamente minacciati dalle prospezioni e dalle trivelle per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi. Una condizione che si andrà aggravando se non si cancellerà al più presto l’art. 35 del decreto “Cresci Italia” – D.L. (83/2012 -, che potrebbe dare il via libera ad almeno 70 piattaforme di estrazione di petrolio le quali, sommate alle 9 già attive nel mare italiano darà un totale di 29.700 kmq di superficie marina sfruttata. Tutte le regioni interessate si sono fatte promotrici della richiesta di abrogazione – tramite referendum popolare – dell’art. 35.”
“Anche lo Jonio - dice Antonazzo - protetto fino allo scorso anno da ogni attività petrolifera, è interessato oggi da 7 richieste per la ricerca di petrolio per un totale di 3942 kmq, dopo che il recepimento delle direttive europee sulla tutela penale dell’ambiente e sull’inquinamento delle navi a luglio 2011 ha riaperto alle trivelle l’area del Golfo di Taranto.”
“Ancora una volta occorre fare fronte comune con tutte le iniziative possibili per evitare che il futuro di un territorio sia bloccato e deturpato da azioni che rischiano di alterare e stravolgere quanto è stato fatto nei decenni nel mondo agricolo - conclude - con le colture pregiate, e per il turismo con una prospettiva di crescita con la nascita di strutture portuali, ricettive e di animazione, è necessario considerare le effettive vocazioni del territorio, anche a tutela della salute delle comunità locali, sarebbe un duro colpo alle opportunità di sviluppo che sono legate all’integrità di un territorio sano, unico, incontaminato e che proprio per questo va preservato.”