NARDO' - Il Teatro comunale di Nardò con Terrammare tra le “residenze teatrali” e le rispettive compagnie che hanno vinto il bando regionale.
Di Eulalia Mazzotta
Terramare Teatro conferma la propria residenza al Comunale di Nardò. La compagnia guidata da Silvia Civilla è tra le dodici imprese pugliesi che potranno fare teatro, e non solo, grazie al corposo sostegno dei fondi europei che la Regione Puglia ha deciso di investire nel campo della cultura con l’avviso pubblico “Innovazione nella rete delle residenze teatrali per la creazione di nuovi contenuti, servizi e modelli economici e per l’innovazione tecnologica”, finanziato con 2 milioni di euro del Fesr.
Le compagnie gestiranno programmazione e servizi dei teatri pugliesi loro affidati dagli Enti Locali per il periodo settembre 2012 -settembre 2014.
Così il Teatro comunale di Nardò sarà ancora per i prossimi due anni non solo palcoscenico ’autore ma Casa della Cultura che anima e coinvolge almeno tre generazioni di cittadini.
Soddisfazione grande per il Sindaco Marcello Risi che ha sottolineato come in pochi anni - “nel 2006 questo Teatro era chiuso” ha ricordato il primo cittadino - si sia riusciti a restituire alla Città un Teatro che vive e si anima per gran parte dell’anno. Un contenitore che nel Centro storico garantisce una realtà strutturata che porta grandi artisti, anche di fama nazionale e internazionale, che avvicina famiglie e bambini a questa forma d’Arte. Che fa riassaporare il piacere diretto dell’emozione della parola, del suono e che educa ad un ascolto rispettoso del lavoro altrui dove silenzi e pause hanno, quanto gesti e parola, significato e spessore.
“Grazie ai professionisti del Teatro che ci lavorano, a cominciare da Silvia Civilla e a tutti i suoi collaboratori e grazie al Teatro Pubblico Pugliese – ha dichiarato il primo cittadino - abbiamo costruito una realtà di serie A che ci porta compagnie che da anni fanno teatro nella provincia, nel territorio, che premia i talenti e le creatività della nostra terra e che infine ci regala un luogo che diventa laboratorio, luogo di confronto con le scuole e con la Cultura.”
“Per il Comune di Nardò” ha dichiarato l’assessore alla Cultura Carlo Falangone – “ il progetto di “Teatri Abitati” ha consentito di vedere aperto tutto l’anno un gioiello che appartiene all’intera comunità e che ha consentito alla Città di essere competitiva sul piano della produzione della diffusione di prosa, danza e musica. La sfida lanciata nel 2008 di poter ottimizzare risorse, spazi, competenze al Teatro Comunale di Nardò è stata vinta e porta oggi a confermare una collaborazione capace di offrire a voi tutti una programmazione articolata, qualificata e accogliente.”
Per la responsabile della Residenza Teatrale, Silvia Civilla, questi sono i giorni della ricompensa delle fatiche e degli impegni, tanti, che hanno coinvolto Terramare Teatro a partire da giugno 2012.
Allora si chiudeva un capitolo di questa storia. Un altro se ne sarebbe aperto, solo a fine 2012. In attesa di conoscere il proprio destino, Terramare Teatro ha continuato a lavorare e a progettare, pur senza concrete risorse, coltivando senza sosta affidamento e passione nella propria mission.
“Sono molto emozionata” - sono le dichiarazioni di Silvia Civilla - “ oggi so che il bando è passato. Ma tutto il lavoro svolto per consentire la programmazione 2013 è stato fatto prima, quando ancora non sapevamo se saremmo stati confermati o meno. Come fare quando le energie economiche non ci sono e bisogna andare avanti? Lo si fa solo quando c’è un grande cuore che pulsa. E’ questo è il nostro cuore, con il quale siamo partiti il 25 novembre scorso, con una grande festa dentro il Teatro, dove abbiamo aperto, con un bellissimo concerto che ha visto grande partecipazione della citta, che ha raccontato la storia della Residenza, e tutto il percorso compiuto sino ad ora. E questo cuore, quest’anno, è il cartellone unico che si inaugura venerdì 11 gennaio e che voglio rappresentare come un grande armadio ideale, con tanti piccoli cassetti che sono le sezioni della rassegna 2013: teatro, danza e musica . Dove ci sono il Teatro per i ragazzi, Piccoli sguardi, La scena dei ragazzi, i laboratori e l’appuntamento finale con i Teatri di Terranova che rappresenta una delle grosse novità della stagione. Che confermerà la capacità di lavorare in rete delle residenze teatrali di Teatri Abitati per allargare i confini dell’arte, della musica, dello spettacolo.”
“La caratteristica importante di questo nuovo cartellone” continua “ è nella scelta di essere ancora più radicati sul territorio, è la scelta di ridare a questo paese questo cuore, il Teatro Comunale, che è uno dei pochi, se non l’unico, spazio da condividere e che va amato, curato e custodito. Una delle scommesse su cui abbiamo puntato è quella di coinvolgere sulla scena i giovani e lo abbiamo fatto premiando la creatività di questa Città, culla di talenti musicali. Ed ecco con noi quest’anno si affacciano sulla scena del Comunale gruppi inediti dalle grandi potenzialità. “
“Salite sul palco con noi.” Conclude Silvia Civilla.
E’ un invito ad innamorarsi non solo di quella che è - e che offre - la Casa della Cultura, ma anche della parte più “piccola” e creativa di ciascuno di noi.
Si alza il sipario sulla stagione 2013
11 gennaio 2013, ore 21:00
Terry Chegia in COSE CHE MI SONO CAPITATE ... ANCORA
con Gene Gnocchi
di Eugenio Ghiozzi
collaborazione ai testi Francesco Freyrie, Ugo Cornia, Simone Bedetti, Maurizio Giambroni.
Sinossi:
Un benestante signore di mezz’età, dopo un consulto medico, decide da solo di fare un esame diagnostico. L’esito della tac gli conferma che gode di un’ottima salute ma che la sua situazione emotiva è un disastro: nella sua vita si è sempre tenuto tutto dentro, non esternando mai nessuna emozione, nessun sentimento. Inizia così un viaggio percorso nei ricordi delle sue esperienze, passate e presenti, che lo porta a rendersi conto che gli eventi che ha vissuto, sono accaduti tutti a sua insaputa e concertati da un burattinaio più scaltro di lui (Forse Dio? Il Ministro per l’attuazione del federalismo? Il direttore del catasto? Un impiegato dell’ ACI? Il carrozziere?).
E mentre questa febbrile ricerca “esistenziale” del protagonista continua, agli spettatori non rimane che chiedersi: “Perché sono qui? Non era meglio una visita guidata al museo delle ceramiche di Faenza?”