Operazione Sabr e dintorni: il Sel chiede che il Comune si faccia parte attiva

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NARDO' - Il circolo Sel “noveaprile” di Nardò in merito all’imminente apertura del processo SABR che vede coinvolti alcuni imprenditori agricoli neritini, ritiene, che la città di Nardò  non possa fare a meno di costituirsi parte civile.

 

Questo, in considerazione del fatto che, il nostro territorio ha subito una sovraesposizione mediatica nazionale ed internazionale del tutto negativa derivante dall’indagine giudiziaria che ha fatto emergere una situazione di violazione dei più elementari diritti riguardanti sia la persona umana che il mondo del lavoro.

Pensiamo che la città di Nardò abbia il diritto dovere di dimostrare che la nostra comunità sia ancora degna di quella medaglia d’oro all’accoglienza che gli è stata conferita nel 2005 dall’allora Capo dello Stato  Ciampi con la seguente motivazione: “ La popolazione tutta, nel solco della tolleranza religiosa e culturale, collaborava a questa generosa azione posta in essere per alleviare le sofferenza degli esuli, e, nell’offrire strutture per consentire loro di professare liberamente la propria religione, dava prova dei più elevati sentimenti di solidarietà umana e virtù civiche”.

L’intermediazione irregolare e lo sfruttamento di manodopera non è la strada da percorrere . Il nostro territorio è maturo per una nuova stagione di diritti, capace di  creare le condizioni per favorire l’integrazione come  un’importante occasione di sviluppo e crescita, innanzitutto culturale, ma non solo, anche economica.

Noi crediamo che, il caporalato, si possa e si deve sconfiggere attraverso un processo produttivo che mette al centro il rispetto delle regole, l’etica delle condotte economiche e una differente penetrazione nei mercati, per cui l’eticità di condotte costituisca un valore aggiunto.

In sostanza, non vogliamo migranti sfruttati ma operai che contribuiscono alla crescita economica della nostra agricoltura.