NARDO' - Nel processo scaturito dall'operazione "Shylock", il pm ha richiesto 71 anni di carcere per 16 imputati. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata all'usura.
I carabinieri del comando provinciale di Lecce smantellarono un’ associazione per delinquere finalizzata all’ usura, all’ estorsione, all’ esercizio abusivo di attività finanziaria e al riciclaggio.
In base ad un’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Maurizio Saso, tra Trepuzzi, Surbo, Lecce, Lequile e Nardò, furono eseguiti diciannove arresti (18 in carcere ed uno ai domiciliari).
Sei persone furono denunciate a piede libero. Tre di loro sono accusate di favoreggiamento perché hanno sempre negato di essere vittime degli usurai, nonostante i riscontri investigativi.
La posizione di uno di loro, che successivamente ha deciso di collaborare con gli inquirenti fornendo elementi preziosi per le indagini, era già stata stralciata e molto probabilmente sarà archiviata.
Le indagini cominciarono nel febbraio del 2009 in seguito alla denuncia di un imprenditore di Trepuzzi operante nel settore della vendita di apparecchiature e delle consulenze in ambito informatico. L’ inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, dal procuratore capo Cataldo Motta, permise la scoperta di sei canali usurari con collegamenti con personaggi vicini alla Sacra Corona Unita.
Basilari, per il buon esito dell’ operazione, furono le intercettazioni telefoniche, le indagini bancarie e le consulenze di natura finanziaria.
Una decina in tutto le vittime accertate, ma solo in quattro hanno denunciato: tre imprenditori in difficoltà ed un impiegato. A capo del sodalizio criminale, secondo l’ accusa, vi sarebbero stati tre uomini: S.A., F.F e D.L.. Quest’ ultimo, che è uno dei proprietari di una Finanziaria di Nardò, prestava denaro alle vittime servendosi della sua società.