Così ti truffo l'anziana. Imperversano gli imbroglioni

Stampa

NARDO' - Una donna neritina presa di mira dai “ladri d'identità” e costretta a ricorrere all'avvocato e ai carabinieri della locale stazione.

 

Per le persone di una certa età appare sbalorditivo che si possa rimanere impignati nella rete dei truffatori pur non uscendo mai dalla propria città e quasi non uscendo da casa per non incappare in situazioni spiacevoli.

Una ultraottantenne, l'anziana C.M. che abita nell'immediata periferia cittadina, è stata chiamata al telefono (all'utenza fissa) da parte di un operatore della Maran, agenzia di recupero crediti di Bussolengo, Verona.

Lo stesso esattore chiede alla signora neritina di pagare con urgenza due fatture risalenti all'aprile 2012 altrimenti può incorrere in ulteriori sanzioni. L'importo da pagare è di poco più di seicento euro ma la nonnina non naviga nell'oro: per chi sopravvive con la pensione minima, e non arriva a fine mese, si tratta di una mazzata. La donna, inoltre, non ha mai posseduto un telefonino e una scheda ricaricabile – e questa è l'anomalia di tutta la storia – per cui il creditore, la Telecom, è veramente fuori strada.

L'agenzia del recupero crediti, inoltre, spiega di aver mandato diversi solleciti di pagamento all'indirizzo di casa dell'anziana e legge al telefono il presunto indirizzo della donna: via Montegrappa a Salice Salentino. Insomma: la donna di Nardò non ha mai posseduto scheda e numero Tim di cui si tratta. A chiamarlo, infatti, risulta non abilitato al traffico entrante: chissà chi lo sta usando in questo momento e per quali scopi.

Inoltre l'anziana non ha nulla a che fare con l'indirizzo di Salice. La spiegazione, allora, è solo una: qualcuno è riuscito, chissà con quale escamotage, a procurarsi o falsificare i documenti della signora attivando l'utenza e truffando la società di telefonia. Ora la signora – angustiata a preoccupata per quanto le accade - si è rivolta all'avvocato Massimo Muci per tutelarsi da ulteriori problemi causati dal raggiro e i carabinieri di Nardò procedono con le indagini.