*DOCUMENTO* Ci sono incompatibilità tra le nomine in seno all'Area marina protetta?

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NARDO' - Ormai c'è chi, con sapiente attività da "untore", sta diffondendo la notizia che alcune nomine in seno all'Amp "Porto Cesareo", limitatamente alle quote riservate agli enti territoriali (tre a Porto Cesareo, due a Nardò e una alla Provincia di Lecce) sarebbero minate da una presunta incompatibilità.

La notizia è interessante solo per un motivo: la nomina dei membri da parte del Consiglio comunale di Nardò fu funestata da una infinita serie di polemiche. Che vi riportiamo. In sostanza la notizia è che un consigliere comunale (o parente o affine) non potrebbe ricoprire un incarico in una società partecipata o che ha capitali impegnati nel Comune nel quale è amministratore. Ricordiamo che la partecipazione del Comune di Nardò in seno al consorzio dell'Amp è del trenta per cento. Quindi Nardò non potrebbe proporre il nome di un consigliere comunale o altra figura appartenente all'Amministrazione per l'Area marina protetta. Attendiamo comunque conforto da giuristi o partiti politici.

Alcuni chiarimenti in merito alla fattispecie disciplinata dall’art. 63 del Dlgs. n. 267/00

Per quanto riguarda la richiesta di chiarimenti in merito alla verifica se sussista o meno

incompatibilità tra la carica di Consigliere comunale e quella di membro del CdA dell’Istituzione,

ai sensi dell’art. 63 del Tuel, si precisa quanto segue.

L'art. 63 del Tuel stabilisce che vi sia, tra l’altro, incompatibilità tra la carica di Consigliere o

Assessore e quella di:

−

Amministratore con poteri di rappresentanza o di coordinamento di Ente, Istituto o Azienda

soggetti a vigilanza, in cui vi sia almeno il 20% di partecipazione da parte del Comune;

−

Amministratore di Ente o Istituto che ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi,

somministrazioni o appalti, nell'interesse del Comune, sovvenzionato dallo stesso Ente in

modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato

o della Regione.

La ratio ispiratrice della norma del Tuel, sopra richiamata, è quella di evitare che un Consigliere

comunale, che pertanto ha un compito di indirizzo e controllo politico-amministrativo, assuma al contempo anche la qualifica di membro di un organismo, che “vivendo delle sovvenzioni del Comune”, è assoggettato al suo stretto controllo, acquisendo il ruolo di “controllato” dall’organo politico del Comune.

Sembrerebbe pertanto sussistere incompatibilità tra consigliere e membro del CdA dell'istituzione in quanto anche in questo caso si verificherebbe la situazione controllore-controllato.

Nel caso specifico dell'Istituzione, inoltre, non avendo questa personalità giuridica diversa rispetto all'Ente, sembrerebbe realizzarsi una maggiore distinzione tra organi di indirizzo e controllo (Consiglio) e organi che attuano tali indirizzi (in tal caso il CdA dell'Istituzione).

Si ritiene infatti necessario ricordare che gli atti fondamentali dell’Istituzione (piano programma, bilancio di previsione annuale e pluriennale, bilancio d'esercizio e rendiconto di gestione e tutti gli altri atti indicati nel Titolo V, concernente “Finanza e contabilità”, del Regolamento dell’Istituzione “____________”, di competenza del Consiglio di Amministrazione, diventano efficaci soltanto a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale, come espressamente previsto dall’art. 114 del Tuel e dall’art. 14 del Regolamento istitutivo dell’Istituzione.

Alla luce delle considerazioni sopra evidenziate, appare pertanto evidente che nel caso in cui si ammettesse la nomina del Consigliere comunale come membro del Consiglio di Amministrazione dell'Istituzione, avremmo la coesistenza nella stessa persona di una funzione di “controllore” e “controllato”: Consigliere Comunale, che tra l’altro, ha il compito di vigilare e approvare gli atti fondamentali dell’Istituzione, e Consigliere di Amministrazione della stessa che predispone e delibera gli atti che il Consiglio Comunale dovrà approvare e rendere efficaci e che ha la competenza gestionale di dare comunque attuazione agli indirizzi indicati dall’organo politico dell’Ente.

Non appare condivisibile la teoria sostenuta da parte della dottrina che esclude l’incompatibilità tra la carica di Consigliere comunale e quella dell’Istituzione, in quanto ritiene che tra le due funzioni vi sia lo stesso rapporto esistente tra Consiglio comunale e Giunta, in considerazione soprattutto del fatto che nei Comuni con meno di 15.000 abitanti è ammesso che i Consiglieri possano anche assumere la carica di Assessori.

Tra i due organi politici dell’Ente Locale non può infatti considerarsi esistente un rapporto stretto di controllo (Consiglio) e attuazione degli indirizzi dati (Giunta).

Entrambi, infatti, sono organi politici dell’Ente ai quali spetta il ruolo di controllo e indirizzo politico, certamente più marcato a favore del Consiglio, ma entrambi hanno competenze specifiche e nessun atto della Giunta deve essere approvato dal Consiglio affinché acquisti efficacia, fatto salvo il caso del tutto eccezionale delle variazioni di bilancio approvate in via eccezionale e d’urgenza dalla Giunta che necessitano, comunque, della ratifica e non dell’approvazione preventiva prima di acquistare efficacia.

Cosa che non può dirsi tra Consiglio comunale e Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione.

Sembrerebbe, pertanto, legittimo ritenere sussistente l’incompatibilità tra la carica di Consigliere comunale e membro del CdA dell'Istituzione, ex art. 63 del Dlgs. n. 267/00, per le considerazioni sopra evidenziate.

CRONACA RECENTE

Sono le 23:40 ma la portella del cuore sta in Comune per documentarvi quanto accade. I posti nel Consiglio d'amministrazione dell'Amp sono vacanti da anni. Ecco com'è andata.

Giovanni Portorico (Italia dei Valori) ottiene 13 voti, Sergio Vaglio (Nardò Insieme) 9. Staccata di poco Stefania Ronzino di Sel che resta fuori dall'Amp.

I presenti, iscritti e simpatizzanti di Sel arrivati quasi sul momento della votazione, vanno via indirizzando un applauso beffardo a Risi: "...grazie sindaco, grazie!"

La minoranza ripesca un personaggio inghiottito dalle ultime amministrative: l'ex assessore all'Ambiente Mino Natalizio che ottiene tutti i voti della minoranza e si piazza nella componente neritina, socia del consorzio, come terzo membro della delegazione nel Cda.

Se non ricordiamo male il Cda dell'Amp è a scadenza quasi immediata, a fine anno, ma Nardò pare già mettere un'ipoteca anche sul prossimo gruppo di gestione dell'Area marina protetta "Porto Cesareo", sempre se questa esisterà ancora.

Di certo i rapporti di Sel con la maggioranza si incrinano fortemente e c'è il rischio che il partito possa chiedere il ritiro del sostegno al governo Risi. Ogni valutazione, ora, è azzardata. Aspettiamo qualche ora. Di certo c'è che la minoranza festeggia: evidentemente hanno visto gli avversari in notevole difficoltà quando si è trattato di ragionare sulla divisione delle quote e dell'occupazione delle poltrone.

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Il Circolo Sel “noveaprile” di Nardò, senza voler entrare in polemica con nessuno, intende fare dei chiarimenti. "In primis" puntualizza che l’atteggiamento dell’Assessore Renna, lungi dall’essere stato irridente ed irrispettoso nei confronti della maggioranza o del Consiglio Comunale, "ha giustamente sottolineato il dissenso suo e del partito in merito alle nomine dei componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Area Marina Protetta del comune di Porto Cesareo-Nardò".


Tali scelte, infatti, sono state fatte,  ribadiscono, senza tener conto della professionalità e dei requisiti dei candidati, ma hanno seguito una "logica meramente spartitoria in linea con la vecchia politica che tutti dicono di voler debellare a parole, ma che poi, continuano a praticare nei fatti".
"Infatti, Sel aveva proposto la candidatura dell’avvocato Stefania Ronzino - aggiunge il circolo "noveaprile" -  professionista notoriamente seria e ambientalista convinta e preparata. Se la scelta fosse caduta su una candidatura più qualificata, Sel non avrebbe avuto alcuna difficoltà a ritirare la propria indicazione. In sintesi vogliamo evidenziare con forza che la nostra contestazione riguarda il metodo che altri hanno voluto utilizzare e di cui non hanno voluto assumersi la responsabilità di fronte all’opinione pubblica".
In secondo luogo: "Non ci risulta ci siano aspri confronti in atto tra il nostro partito ed il resto della maggioranza. Non intendiamo dare nessuna importanza a illazioni che rasentano il pettegolezzo politico. Per noi la politica è una cosa seria e intendiamo farla seriamente".
Per quanto riguarda poi l’invito rivolto dall’Assessore Renna a rimuovere o a rendere pubblica qualsiasi posizione di incompatibilità, ci stupiscono le "reazioni piccate di qualcuno". "Se non ci sono motivi di conflitto - si domanda il Sel - perché reagire così violentemente?"-
Conclude: "Il nostro sostegno alla candidatura di Marcello Risi era subordinato alla condivisione di alcuni punti cardine del programma elettorale tra cui meritocrazia, trasparenza dell’azione amministrativa, eticità dei comportamenti e dell’agire politico, rispetto ai quali SEL ha dimostrato coerenza. Invitiamo il resto della maggioranza a fare altrettanto".