NARDO' - Lui le chiama, con molta sensibilità, “persone meno fortunate”. Per questo motivo un misterioso neritino vuol condividere con loro un momento di serenità e di gioia. Così, da cinque anni, organizza un pranzo “comunitario” chiedendo aiuto all'ufficio dei Servizi sociali per quanto riguarda le persone da invitare.
Ce ne parla Francesco Quaranta, ristoratore, che ha l'onere di essere il “referente” di tutta l'operazione, un po' il braccio operativo di tutto. “Sì, il pranzo è offerto da un benefattore anonimo che non intende rivelare la propria identità ma che ogni anno ha il pensiero per le persone meno fortunate – dice – e sappiamo, ormai, che è un appuntamento fisso e molto gradito dalle persone”.
Non c'è mai nemmeno la possibilità che estranei facciano capolino nel locale La Lanterna, in via XXIV Maggio, perché tutta l'organizzazione è fatta in modo da non lasciar trapelare notizia e far sentire gli ospiti a proprio agio. Della cosa, puntualmente, si sa dopo, a “fuochi sparati”, come si usa dire.
“Anche questo – continua Quaranta – immagino sia fatto a bella posta. Nessuno chiede o vuole pubblicità, nemmeno il politico che apprezza talmente l'iniziativa tanto da essere invitato per servire ai tavoli e scambiare qualche parola con gli ospiti. Che quest'anno sono stati 44, tutti rigorosamente selezionati tra i cittadini più bisognosi dall'ufficio dei Servizi sociali”.
Il pranzo e le sue modalità di esecuzione – la prima portata è proprio la “discrezione” - funzionano talmente bene che anche i politici e gli amministratori che vi hanno partecipato hanno fatto a meno degli abituali riflettori: nessuno ne ha parlato ma ha custodito nel proprio intimo il valore dell'esperienza. Per una volta si può dire: bravi.