NARDO' - Il melone è mio e ci gioco io! Le invasioni di campo di un esuberante assessore irritano un compagno di Giunta. L'assessore all'Agricoltura del comune di Nardò, offeso per l'ingerenza subita, prende carta e penna: "Nardò, riteniamo, che non abbia bisogno di fregiarsi di alcun marchio etico. La nostra è una città che ha avuto un riconoscimento di eccellenza proprio sul piano dell'accoglienza, della tolleranza e della solidarietà: la medaglia d'oro della presidenza della Repubblica al merito civile. E' questo il nostro marchio etico". Intanto... Il suo omologo regionale, l'assessore Dario Stefàno, uomo di punta della Giunta Vendola e molto vicino al territorio di Nardò, parla così al salone del gusto di Torino.
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Quanto dura una patacca d'oro? Una città premiata nel lontano dopoguerra per quanto tempo può vivere di rendita? Quali corrispondenze ci sono tra un melone e delle decisioni imposte dall'alto tra il 1943 e il 1947?
Nardò, secondo l'attuale Amministrazione comunale, non ha bisogno di promuovere i frutti della sua terra. E per frutti intendiamo proprio i frutti, "li sanginischi" per dirla nel dialetto del posto.
Promuovere con qualsiasi mezzo (legale) le qualità di un prodotto? Non diciamolo nemmeno per scherzo. A Nardò, per la promozione delle angurie, ci pensa la medaglia d'oro per l'accoglienza. Sempre quella del 1943-'47.
Sfatiamo un mito: con il marketing non si diventa ciechi. Scervellarsi per promuovere le realtà produttive del territorio dovrebbe essere il primo pensiero di ogni amministratore. La concorrenza, del resto, si organizza in tempi rapidissimi. E non solo quella che vive, lavora e produce fuori dai confini nazionali. La differenza tra Sud e Nord è spaventosa. Le imprese si consorziano, diventano una squadra con un unico obiettivo. Le grandi fiere del settore agricolo diventano la vetrina ideale dove esibire la propria immagine. Un luna park per potenziali clienti. Colori, video, foto, marchi, loghi, certificati, adesivi, brochure diventano ogni giorno più efficaci e ammiccanti. E tutto questo è frutto di una lunga attività di ascolto (del territorio), studio (delle fattive possibilità di crescita) e azioni concrete (per intercettare finanziamenti). Non si può improvvisare.
E Nardò? Cosa pensano di fare a Nardò per rimanere al passo con i tempi, per unire a prodotti con qualità straordinarie un biglietto da visita altrettanto valido?
A Nardò pensano di lucidare la medaglia d'oro sul gonfalone. E vedrete, faremo un gran figurone.