NARDO' - Riceviamo una bella lettera che giriamo, per competenza, agli amministratori attuali che - per quel che sappiamo - avrebbero già la soluzione a portata di mano. Ci vuole solo un po' di buona volontà per velocizzare le attività che sono sulla carta e dare una risposta a chi attende da almeno vent'anni di vedere realizzata questa pratica di civiltà.
Gent. direttore,
lo so c'è la crisi, anzi la crisi c'è da che io ho memoria del mondo (40 anni).
Ma il vostro giornale online, seguito e apprezzato, potrebbe lanciare una campagna per uno di quei problemi minori che invece è fondamentale sia risolto per un vantaggio sociale collettivo: il randagismo.
La pregherei di leggere questo articolo di Repubblica (link Repubblica.it), che parla della piaga del randagismo nella bella Puglia dell'incocludente Vendola.
Nardò ha tanti bei primati, come quello delle strade disastrate, e tra questi la mancanza di una struttura seria per i randagi.
Lei dirà che ci sono problemi più urgenti. Ma forse non si rende conto, come tanti e soprattutto i nostri amministratori (a tutti i livelli) che per puri fini utilitaristici (una guadagno d'immagine e quindi economico) il Salento, che tanto vuole vendersi come luogo di vacanza ideale, dovrebbe offrirsi al meglio, con le strade pulite e prive di buche, con spiagge e coste linde e tutelate, e via dicendo.
Il randagismo getta un'ombra, una delle tante, su una maniera d'amministrare inefficiente e vecchia, che è il momento di superare.
Perché non provate a sensibilizzare i cittadini e le istituzioni locali? Non sarà facile e nemmeno immediato. Ma se si inizia ora, forse la prossima generazione avrà la cultura giusta a ché certe storture siano superate. O no?
Io purtroppo non vivo più a Nardò da anni. E ogni volta che ci torno mi ribolle il sangue a vederla ridotta così. Il simbolo dello status della città è, per me, la fontana di piazza Castello.
Senza più colore, senza vita.
Cordiali saluti,
Coralba Colomba