Basoli neri "del Re". Li contiamo? Una lettera di un cittadino e l'immagine di Google

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NARDO' - Corso Vittorio Emanuele III con i basoli neri lavici prima della loro sostituzione.

 

Gentile Direttore,  

Con riferimento ai basoli lavici che sino a pochi anni fa erano ancora sul corso Vittorio Emanuele e che dopo la ribasolatura di detta via sono misteriosamente scomparsi, vorrei spiegare perché quei basoli neri di origine vulcanica erano definiti I BASOLI DEL RE.

   Da notizie orali tramandatomi da vecchi concittadini, sono venuto a conoscenza che nei primi anni del secolo scorso, alla pubblica amministrazione dell’epoca si era presentata la necessità di ripristinare la disconnessa pavimentazione di alcune vie del centro storico neretino, perché molte delle quali necessitavano di urgenti e improrogabili riparazioni (come si può notare, gli anni passano, i secoli si susseguono, cambiano i colori dei partiti politici, si alternano le amministrazioni e le nostre vie cittadine non hanno mai goduto e non godono ancora di buona salute).

   Purtroppo, le nostre casse comunali sono state sempre in deficit e, malgrado ciò, l’Amministrazione comunale dell’epoca si prodigò per ottenere l’impegnativa necessaria alle riparazioni stradali, si rivolse agli esponenti politici e al governo nazionale per ottenere un adeguato contributo per poter affrontare le dovute spese necessarie per appaltare i relativi lavori. Purtroppo, il Governo centrale era impegnato con le missioni coloniali ed aveva le casse vuote per poter finanziare lavori viari delle singole città (anche questa è una similitudine che a distanza di cent’anni continua a ripetersi, lo stato e i comuni senza lire erano all’epoca e senza euro sono ancora oggi).

   Viste naufragare tutte le richieste, il nostro Comune, tramite qualche influente notabile, si rivolse direttamente alla Casa Reale del Quirinale e il RE Vittorio Emanuele terzo in persona generosamente s’impegnò a procurare gratuitamente alla nostra Nardò i basoli necessari a far sistemare una strada principale del nostro centro storico, inoltre, volle differenziare questa strada dalle altre fornendo non i soliti basoli bianchi di natura calcarea ricavati da cave vicine, ma inviando sul posto dei basoli neri di origine vulcanica provenienti da lontani posti attigui a zone vulcaniche.

   Quelle pietre nere furono adibite per sistemare l’intera pavimentazione della strada che da piazza Salandra scendeva all’Osanna.

   L’Amministrazione per ringraziare degnamente il Re per il suo generoso contributo decise di dedicargli quella via che da allora si chiamò CORSO VITTORIO EMANUELE III.

   Verosimilmente, per questi motivi, quei basoli vengono definiti I BASOLI DEL RE.

   Che fine hanno fatto quelle migliaia di basoli sostituiti pochi anni fa? Mistero sul quale gli organismi istituzionali preposti alla sorveglianza della cosa pubblica dovrebbero indagare e risolvere.

   Queste sono notizie tramandatemi oralmente, quasi certamente sono state amplificate e ricamate, però, ritengo, altrettanto vero, che hanno una base veritiera da verificare e completare da chi può saperne più di me.

   Con Osservanza, Salvatore Calabrese