NARDO' - E' un casco bianco, un capocantiere. E' stato rintracciato a Nardò, mentre passeggiava lungo le vie cittadine del centro, lo spagnolo Jimenez Francisco Jose’ Luque, classe 1976, coinvolto nella vicenda “Recnova” e ricercato da qualche giorno.
I carabinieri della locale stazione, guidati dal luogotenente Giuseppe Serio e impegnati in attività di perlustrazione, hanno rintracciato e tratto in arresto l'uomo, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare. Il 35enne è ricercato per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione e al mantenimento in schiavitù, estorsione, favoreggiamento della condizione di clandestinità di cittadini extracomunitari e truffa aggravata ai danni dello stato.
Il provvedimento e’ stato emesso dal gip presso il tribunale di Lecce, su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Lecce e della procura della Repubblica di Brindisi.
Luque era sfuggito, il 20 aprile, alla cattura durante l'operazione effettuata dalla guardia di finanza e dalla squadra mobile di Lecce.
I carabinieri di Nardò sono giunti alla sua identificazione attraverso una operazione di routine, una normale attività di controllo della circolazione stradale. Al momento del fermo si trovava a piedi lungo una delle vie del centro neretino. Ora è stato tradotto nel carcere di Lecce.
Il suo compito era quasi sicuramente quello di reclutare manodopera per la costruzione di impianti fotovoltaici: la Tecnova ne ha già costruiti undici in zona. Fra arrestati e ricercati sono quindici le persone indagate tra soci, amministratori e capicantiere della società italo-spagnola specializzata in impianti fotovoltaici, con sede legale a Brindisi. Sarebbero responsabili di avere assunto cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno e di aver favorito la loro permanenza irregolare occupandoli, in condizione di asservimento.
Perché Luque fosse a Nardò e non altrove può essere spiegato in un modo solo: tra poche settimane incomincia qui la più grande campagna di raccolta delle angurie d'Italia e il suo “lavoro” di caporale e reclutatore sarebbe tornato utile.