Diportista sperduto: dalla provincia di Brindisi raggiunge lo Ionio alla deriva

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PORTO CESAREO - Incredibile disavventura per un diportista di Oria: parte da Taranto con il suo motoscafo ma supera Porto Cesareo, dove era diretto, e finisce per ferirsi gravemente e sfasciare la barca nella zona di Torre Inserraglio.


E' un gruppo di amici a soccorrere l'uomo, un trentenne della provincia di Brindisi, nella zona del villaggio turistico. Alcuni neritini si accorgono del lancio di un fumogeno, sottocosta. Accorrono sul posto e si accorgono che c'è un giovane che, al buio e in mezzo al mare, tenta di evitare che la barca – un motoscafo scoperto di sette metri – finisca contro gli scogli. Sono quasi le 21.
“Erano inutili tutti i consigli che gli davamo dalla costa – dice Giuseppe Spano, un ex consigliere comunale che si è prodigato nei tentativi di salvataggio – perché il giovane era veramente agitato. Gli urlavamo di gettare l'ancora e di attaccarsi alle boe prossime alla zona di balneazione ma senza esito”. Il giovane tremava, era in stato confusionale a causa della disavventura: doveva portare la barca in uno degli approdi attrezzati di Porto Cesareo ma si è sbagliato, superando la località e dirigendosi verso le luci di Santa Caterina. In quel tratto di mare prima di Portoselvaggio, però, ha finito la benzina.
Il dramma non si conclude qui: il giovane diportista tenta di evitare che la barca si sfasci contro gli scogli – il mare è un po' agitato – e si dà da fare sul bagnasciuga per scongiurare il rischio di danni. Ma l'operazione va male e rimedia un vero e proprio “buco” su una coscia e tagli e sanguinamenti sulle caviglie. Tanto che per lui, che trema come una foglia per il rischio corso, serve l'intervento del 118 che lo trasporta al San Giuseppe – Sambiasi di Nardò. Per la barca invece occorre l'intervento della Capitaneria di porto. Le operazioni di soccorso si concludono dopo le 22.