Hanno fatto discutere: il discorso del parroco e la lettera della sorella durante il funerale di Gregorio Durante

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NARDO' - Il funerale di Gregorio Durante riserva un momento molto commovente che è la lettura dei pensieri della sorella minore, Annarita.

 

DON GIULIANO

Siamo qui per salutare il nostro fratello Gregorio e per affidarlo alla misericordia di Dio. Perché Dio ha un cuore grande, il cuore di una madre. E dice la Sacra scrittura, non guarda alla fragilità, alla debolezza, al peccato dell’uomo. Egli ci ha comprati al prezzo del sangue del Figlio suo.

Noi gli siamo cari. Per questo Dio è geloso di noi. Anche se noi a volte gli voltiamo le spalle. Questa è un’esperienza che ogni uomo su questa terra fa.

Il peccato esercita un fascino sul cuore di ognuno di noi, tanto che difficilmente noi riusciamo a resistere sempre e in ogni circostanza. E tuttavia il peccato che noi commettiamo non è tuttavia una ragione sufficiente perché Dio volga il suo sguardo altrove.

Dio ha sempre il suo sguardo rivolto verso di noi. Perché Egli non guarda ai nostri peccati ma guarda al suo Amore. E l’amore di Dio non è un amore a tempo, un amore limitato, ma è un amore senza limiti. È questo cari fratelli che ci da fiducia, ci da speranza, quando ci accorgiamo di aver sbagliato. Di aver sbagliato nelle nostre scelte, nelle nostre valutazioni.

Che cosa ci può dare la forza di rimetterci in piedi, di rimetterci in cammino?

La certezza che abbiamo un Dio che ci attende. Che piuttosto che punirci e rimproverarci, ci abbraccia. Ricordiamo la parabola del Figliol prodigo: un figlio che pensava di aver agito esercitando la sua libertà seguendo il proprio capriccio, e poi ha dovuto sperimentare che lontano dal Padre, la sua è stata una vita confusa e disordinata. Quando ha toccato il fondo, questo figlio non si è abbandonato alla disperazione. Cioè che lo ha rimesso in cammino, certamente un cammino faticoso e doloroso ma purificatore, è stata la certezza di avere un padre che ama. Che gli corre incontro, che lo abbraccia con la grandezza del suo cuore e gli restituisce quella dignità persa con le scelte sbagliate. È questa fiducia che oggi ci porta a credere che affidando alla misericordia del Padre questo nostro fratello, Gregorio oggi stesso vedrà Dio faccia a faccia.

Come tutti noi ha desiderato la gioia, la felicità, la realizzazione della nostra vita. A volte noi ci sbagliamo nell’affidare queste nostre speranze a cose che non possono darci tutto questo. E questo è tipico della fragilità dell’uomo. Ma ciò non toglie che nel profondo dell’animo umano ci sia questo bisogno insaziabile. E noi vogliamo chiedere al Signore con questa liturgia che colmi il desiderio di gioia e di pace che certamente abitava nel cuore di questo nostro fratello.

Ma noi che siamo nel dolore e nella sofferenza per la sua scomparsa, siamo qui anche per domandare a Dio un po’ di luce. Che ci aiuti, non tanto a darci delle spiegazioni logiche sulla realtà della morte, quanto a ridare coraggio e conforto al nostro cuore. Che ci insegni anche a non sciupare la nostra vita, che è un dono grande, incommensurabile, ma è unico.

……San Paolo ci ha detto che non dobbiamo dimenticare che noi non siamo cittadini di questo mondo. Siamo cittadini del cielo, la nostra patria è altrove. Qui siamo solo pellegrini. Noi dobbiamo dare alle cose di questo mondo il valore che meritano. Le cose servono all’uomo: guai se l’uomo diventa schiavo delle cose. A volte pensiamo di poter trarre la felicità dalle cose di questo mondo: è questo che ci fa uscire fuori strada molte volte, creando disordine nel nostro cuore, nelle nostre relazioni, nella nostra vita sociale.

….il Signore non viene come un giudice tremendo per condannarci, ma viene come uno sposo che vuole riempire la nostra vita della pienezza del suo amore.

…se noi ci lasciamo guidare dalla Parola di Dio questa diventa la nostra forza, anche nella debolezza, anche quando non sappiamo come comportarci.

l’Amore e la Carità ci salvano….la morte potrà arrivare in qualsiasi momento, ma se abbiamo in mano la fiaccola dell’Amore e della Carità di Cristo che ci guida, di cosa potremo avere paura?

In questo momento di dolore e di sofferenza dei familiari, voglio dire che Gregorio da oggi lo sentirete più vicino. Più di quanto lo avete sentito fino ad oggi. Perché, può sembrare strano, ma il corpo non sempre facilita le relazioni, a volte le ostacola. Oggi, invece, che il nostro fratello è libero dal diaframma della sua umanità, certamente potrà essere una presenza più feconda nella vostra vita. Sarà un rapporto nuovo, libero, scevro da ogni giudizio e pregiudizio umano.

LETTERA DI ANNARITA, LETTA IN CHIESA DALLA ZIA ANNA

Una foto non mi basta per guardarti e parlarti. Io voglio la mia "montagna". Si, perché tu una montagna eri. Dopo averla scalata con fatica, dietro si poteva ammirare lo splendore di uomo che eri diventato. Cresciuto tanto in fretta per proteggere due donne: io e la mamma.

Dicevi sempre: ci sono io. E penso a tutto io. E noi nella tua fortezza ci sentivamo protette. Anche quando nella tua vita è arrivato il Grande Amore: Virginia. E con lei hai dato alla vita due "splendidissimi gioielli", come li chiamavi tu. C'era posto per tutti noi nelle tue braccia forti. Eri figlio, fratello, padre, marito e amico. Tutto questo in una sola parola: Gregorio. E d'ora in poi sarai anche Angelo per i tuoi piccoli e per tutti che ti abbiamo amato. Le persone che maiamo non muoiono mai se gli permettiamo di vivere nel nostro cuore. E tu sarai come segno indelebile nel nostro.

Con amore infinito

La tua piccola Anna Rita