NARDO’/GALATONE – Tanti dubbi ruotano attorno all’impianto a biomasse, ormai portato a compimento. “In tempi record e con il silenzio del Comune di Galatone, senza alcuna valutazione specifica”. Queste le parole dei cittadini che si sono riuniti in un Comitato spontaneo “ad hoc” per esprimere il proprio dissenso al “funzionamento di tale impianto in aperta campagna” che suscita non poche perplessità, soprattutto per “l’emissione di cattivi odori” o peggio, per una “probabile tossicità”.
Si muove in tal senso, la preoccupazione dei neretini e galatonesi che si sono riuniti domenica mattina in una fabbrica della zona industriale per fare il punto della situazione. All’incontro hanno preso parte il consigliere provinciale Giovanni Tundo, il movimento Cinque Stelle di Nardò e Galatone, il Sel di Galatone, alcuni referenti dell’associazione “Italia Nostra”, alcuni esponenti della lista civica “Insieme per Galatone” e per “Verdi Ambiente e Società” Maria Teresa Corsi. Tutti chiedono una corretta pianificazione del progetto in modo da valutare i rischi a livello ambientale, affinchè non si riduca ad un “impianto speculativo”.
“Non ci opponiamo ideologicamente al biogas – dice Crocifisso Aloisi, referente del Comitato spontaneo - però, vogliamo delle rassicurazioni dagli organi preposti che tutto avvenga nella norma con i criteri di trasparenza e partecipazione”. Per distendere gli animi e favorire un proficuo confronto il prossimo “step” dovrebbe essere quello di un convegno, organizzato dall’amministrazione galatea.