Quando "pidielle" fa rima con "stampelle? Parola ad Oronzo

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NARDO' - "La vicenda del Consiglio Comunale in cui il Pdl ha deciso di fare da stampella “politica” al sindaco Risi merita alcune riflessioni per evitare, come hanno tentato di fare alcuni protagonisti della vicenda, di intorpidire le acque e non far comprendere ai cittadini quello che è realmente accaduto".

Di Eulalia Mazzotta
In discussione non c’era certamente la gara, legittimamente vinta dalla Bianco Igiene Ambientale, né tantomento il futuro dei lavoratori Lsu che dovranno essere impiegati. 

La verità è un’altra. Il Consiglio sarebbe stata l’occasione per far emergere le responsabilità di chi, fra i burocrati, ha commesso un errore, l’ennesimo, che si è cercato di coprire con il voto dei consiglieri. A questo, e solo a questo, il Pdl ha dato una mano, anche se poi ha cercato di creare artificiosamente una giustificazione.

Qualcuno dell’apparato burocratico ha dimenticato di impegnare nel bilancio pluriennale le somme necessarie alla gara. E per nascondere questa colpa si è fatto ricorso al Consiglio Comunale. I consiglieri sono stati chiamati, e non è una novità, a violare la specifica legislazione prevista dal Testo Unico degli Enti Locali. È stato fatto credere che il Consiglio potesse intervenire, ricorrendo a leggi inapplicabili agli enti locali (che, anche ha Nardò 
dovrebbero avere come riferimento il Decreto Legislativo 267/2000, spesso calpestato) per avallare gli errori commessi dal settore economico finanziario nella predisposizione del bilancio pluriennale.

Invece di tener conto di quanto approvato dalla Giunta e determinato dal dirigente, infatti, il responsabile del settore finanziario, che era anche Segretario Generale (lo stesso segretario generale che controlla e testimonia la legittimità delle delibere ed assicura la pubblicazione delle determine), durante l’elaborazione del bilancio 2012 e pluriennale 2013 e 2014 ha 
dimenticato – lui o chi per lui – di considerare un impegno da 560.000,00 euro 
all’anno nella formulazione dei bilanci, appunto, 2013 e 2014.

Ritengo che sia giunto il momento di dire basta a questo modo di fare. I consiglieri non devono servire a coprire gli errori dei burocrati, come invece ormai avviene da anni. La gestione dei debiti fuori bilancio avrebbe dovuto insegnare qualcosa.

E se il cambio dei dirigenti è risultato fallimentare, Risi dovrebbe ammetterlo e non, invece, aumentare, come ha fatto, il fondo a disposizione degli stessi che, stando a quanto si vocifera, potrebbero arrivare a prendere 110 o 120 mila euro all’anno.
Uno schiaffo alle famiglie neritine che non arrivano a fine mese, uno schiaffo a quei dipendenti che prendono mille euro al mese o a quei pensionati che vivono con meno di 500 euro.
Se poi pensiamo che anche per arrivare a tanto sono state aumentate le tasse dell’Imu, è presto 
detto quello che Risi, con la complicità spero involontaria del Pdl, sta portando avanti.

Oronzo Capoti