TERRE EMERSE - Una nota dell'agenzia Ansa delle 11.46 riporta la notizia secondo cui il papa Benedetto XVI lascerà il pontificato il prossimo 28 febbraio. L'annuncio in latino, durante il Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. "Sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino".
(fotogramma tratto dal film Habemus Papam, di Nanni Moretti. Scena finale)
Un gesto di portata storica.
Il papa Benedetto XVI ha annunciato che rinuncerà al suo ministero alle 20 del 28 febbraio, e da allora comincerà il periodo di 'sede vacante'. La notizia delle dimissioni del Papa ha fatto in pochi minuti il giro del mondo: prima l'agenzia Reuters, poi la Cnn e a seguire al Arabiya, France Presse, i britannici Telegraph, Bbc e Sky News l'hanno rilanciata prima che arrivasse la conferma del Vaticano.
Un gesto di portata storica, non senza precedenti.
L'ultimo pontefice dimissionario si ricorda sui libri di scuola nel 1415: si trattava di Gregorio XII; prima di lui, il letterariamente più famoso Celestino V, celebre per essere criticamente ricordato da Dante Alighieri nel III Canto dell'Inferno come colui "che fece per viltade il gran rifiuto".
Ricordiamo un fatto: il 28 aprile 2009, visitando la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dopo il terremoto di L'Aquila, Benedetto XVI pose sull'urna di cristallo di Celestino V il suo pallio pontificio, in ricordo della visita.
Sembra inutile, tuttavia, cercare in questo episodio significati nascosti. Il pontefice ha espresso chiaramente nel suo discorso consapevolezza, ma anche "schiettezza e modernità". A dirlo è il teologo Vito Mancuso, a pochi minuti dall'annuncio delle future dimissioni del Papa, che aggiunge: "Il pontefice probabilmente si è reso conto che la Chiesa cattolica ha bisogno di una salute, di attenzioni e di impegni maggiori rispetto a quelli che lui può sostenere. Ne ha preso atto con chiarezza e fermezza, come è nel suo carattere, e ha tratto le sue dovute conclusioni".
Tante le reazioni dal mondo della politica italiana e non, da Monti a Bersani, da Alfano a Vendola, da Angela Merkel al presidente francese Hollande, unite nella condivisione del gesto del Papa. In linea generale, la notizia ha colto di sorpresa chiunque, compresi i cardinali che hanno ascoltato con attenzione padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, nella conferenza stampa di mezzogiorno. Il fratello del Papa poi, Georg Ratzinger, ha di fatto confermato che la decisione del Papa sia stata presa in relazione alle sue condizioni di salute: "sente il peso dell'età".
Sebbene con motivazioni diverse, e data l'unicità del fenomeno in età moderna, l'unica scena che può tornarci alla mente è il finale del film Habemus Papam, di Nanni Moretti. In quel caso il rifiuto del Papa, interpretato da Michel Piccoli, fu noto al momento dell'annuncio in pompa magna dal balcone della Basilica ad una piazza gremita e festante, dopo un difficile ed emozionante discorso in cui l'eletto dichiarava la sua inadeguatezza, ma pronunciava anche una frase importante: "In questo momento, la Chiesa ha bisogno di una guida che abbia la forza di portare grandi cambiamenti".
Le motivazioni sono diverse, i due profili sono diversi; la consapevolezza è la stessa; la necessità di energia ed energia nel rinnovamento, condivisa dal nostro Papa dimissionario, anche più forte.
