NARDO' - Sarebbe opportuno che Nardò si battesse affinché, come rimarcato anche nella stessa sentenza del TAR che riguarda Gallipoli, si percorra una soluzione alternativa alla condotta sottomarina.
Mentre il sindaco di Gallipoli "registra con estremo favore" la notizia che il TAR Lecce ha accolto il ricorso del Comune di Gallipoli condannando la Regione Puglia, la Provincia di Lecce e l'Autorità Idrica pugliese a porre fine al problema dello sversamento sottocosta dei reflui provenienti dall'impianto di depurazione consortile dei Comuni di Gallipoli, Alezio, Sannicola e Tuglie, attraverso la realizzazione di una condotta sottomarina, o con qualsiasi altra azione finalizzata a fermare lo scarico a mare attuale del depuratore consortile in questione, il sindaco di Nardò e con lui i neritini tutti, dovrebbero, a nostro avviso, iniziare a preoccuparsi.
Infatti, ad oggi, non abbiamo certezza (soprattutto durante il periodo estivo) che i parametri dei reflui del deputatore consortile di Gallipoli rientrino in quelli di legge.
Quindi, la realizzazione di una condotta sottomarina che con i venti di scirocco "avvicinerebbe" gli scarichi di Gallipoli e di altri tre comuni alle marine di Nardò, non garantirebbe, a nostro avviso, l'alto valore e l'estrema importanza della tutela e della salvaguardia ambientale della costa neritina. Motivazione questa, tra l'altro, che e' stata alla base del giudizio con cui il TAR ha dato ragione al Comune di Gallipoli.
Per questo, sarebbe opportuno che Nardò si battesse affinché, come rimarcato anche nella stessa sentenza del TAR, si percorra una soluzione alternativa alla condotta sottomarina.
Invitiamo, perciò, il Sindaco Risi a chiedere alla Regione di partecipare, qualora non fosse già stato invitato, alla Conferenza di Servizi programmata per il 22 Febbraio prossimo presso gli Uffici Regionali alla tutela delle acque dove si discuterà del depuratore Gallipolino, quale parte interessata alla problematica, visto che Nardò potrebbe essere direttamente coinvolta (in negativo) da scelte che potrebbero "spostare il problema" verso le nostre marine.
Se infatti, malauguratamente, dovesse accadere che la realizzazione di una condotta sottomarina risultasse peggiorativa per la qualità del nostro mare, tutti gli sforzi che si stanno facendo per tentare di dotare Nardò del Piano delle Coste, piuttosto che del Piano del Parco, per incrementare il turismo di qualità di cui alla Carta Europea del Turismo Sostenibile, potrebbero risultare insufficienti.
Noi x Nardò
Mino Natalizio - coordinatore
Paolo Maccagnano - consigliere comunale