NARDO'/TARANTO - Ormai facciamo fatica a ritrovare la nostra identità di operatori del giornalismo. Non c'è mai il tempo di una riflessione, una notizia non resta mai nel cassetto per due, tre giorni in attesa di valutare più volte se sia il caso o no di pubblicarla. Non è un'accusa a nessuno questa - beninteso - ma una presa di coscienza di quanto sia cambiato questo mestiere con gli anni. E' una notizia, infatti, che un gruppo sia partito da Nardò per assistere al processo Scazzi? E' una notizia riferire che centinaia di operatori dell'informazione siano a Taranto per seguire il processo. E' giusto seguire un evento solo perché ha una fortissima presa sui lettori anche se si fa scempio di un essere umano? Oggi stiamo così, abbiate pazienza. Nei prossimi giorni sarà peggio.
13.50 - Un gruppo di persone protesta con cori da stadio all'esterno del tribunale di Taranto in segno di contestazione nei confronti dei numerosi giornalisti, fotografi e cameramen presenti per il processo Scazzi. I manifestanti esibiscono uno striscione con la frase 'Sulla morte di Sarah avete speculato ma del nostro inquinamento non avete mai parlato'. Una protesta che sta facendo da sfondo alle dirette di telegiornali e trasmissioni televisive nazionali e locali.
12.53 - Concetta, la mamma di Sarah, parla di cosa si aspetta dal processo: "Spero che Sabrina confessi e racconti tutta la verità - dice - ma davvero la verità. Se pungolata bene penso lo possa fare, è più fragile psicologicamente. Cosima invece no"
12.45 - La Corte si è ritirata per decidere sulle eccezioni presentate dalle parti. Cosima e suo marito rimangono seduti mentre Michele è uscito dall'aula
12.25 - La difesa di Sabrina, Cosima e Michele Misseri per il no alla costituzione di parte civile del Comune di Avetrana: "Spese sostenute autonomamente"
12.20 - La Corte di Assise di Taranto ha stabilito con ordinanza, dopo un'ora e mezza di camera di consiglio, che le immagini del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi potranno essere mandate in onda solo dopo la conclusione del processo stesso. Con la stessa ordinanza, accertato l'interesse "particolarmente rilevante" della vicenda da parte dell'opinione pubblica, la Corte ha autorizzato la ripresa integrale del dibattimento da parte della trasmissione di RaiTre 'un giorno in pretura'. Non potranno essere ripresi dalle telecamere gli imputati Cosima Serrano, Sabrina Misseri, Carmine Misseri, Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano, nonché testimoni e consulenti che ne facciano esplicita richiesta, come avevano fatto gli imputati. Vietata anche la presenza in aula dei fotografi.
12.15 - Non sarà possibile fare le foto. Non potranno esserci più di tre telecamere, e non potrenno mandare le immagini di Cosima e Sabrina, così come di tutti gli altri imputati che ne faranno richiesta
12.11 - Ammesse solo le telecamere di 'Un giorno in pretura' che poi passeranno le immagini a tutte le televisioni che ne faranno richiesta
12.10 - Il processo Scazzi sarà ripreso dalle televisioni: nonostante il no di Sabrina e di Cosima, la corte ha deciso che vista l'"eccessivo interesse della società alla rilevanza del processo" è giusto che i cittadin.i possano seguire tutto il dibattimento.
11.34 - Il Comune di Avetrana chiede alle Misseri il risarcimento per danni di immagine ma anche materiali che la comunità ha avuto dall'omicidio di Sarah Scazzi. Agli atti c'è la fattura di duecento euro che il Comune ha speso per la corona di fiori inviata al funerale: l'hanno acquistata da Giovanni Buccolieri, il fioraio sotto processo con l'accusa di aver visto tutto il giorno dell'assassinio di Sarah e di aver taciuto.
11.15 - "Siamo stati bombardati dai media e non eravamo ovviamente abituati a tutto questo. Avetrana ha subito un danno di immagine enorme". Lo ha detto ai giornalisti il vicesindaco di Avetrana Alessandro Scarciglia a margine dell'udienza per l'uccisione di Sarah Scazzi. "Il problema - ha aggiunto - non è il risarcimento dei danni, che comunque chiederemo. Avetrana non meritava tutto questo. Qualche attore principale di questa vicenda pensa di essere in uno show e anche alcuni mass media hanno esagerato".
11.00 - Continua a esserci gente fuori dal tribunale che chiede di entrare per assistere al processo. Non c'è però la folla che ci si aspettava. "Noi veniamo da Nardò, provincia di Lecce - racconta una signora tra il pubblico - siamo qui per vedere in faccia Sabrina e Cosima".
10.50 - Sabrina e Cosima hanno chiesto di uscire dall'aula. Michele invece è seduto sempre nell'angolo. Sono entrati i cinque giudici popolari: due donne e tre uomini, tutti di mezz'età.
10.30 - Capelli lunghi, cappotto nero, i suoi occhiali da vista neri, Sabrina si passa spesso un fazzolettino sugli occhi. Si è sistemata in un angolo della cella. La madre, ferma e imperturbabile è davanti, mani conserte, gli occhi fissi all'aula. Intanto la presidente della corte, Cesarina Trunfio, ha momentaneamente sospeso l'udienza e si è ritirata per decidere se consentire o meno le riprese tv in aula del dibattimento. I difensori degli imputati si sono rimessi alla decisione della corte, tutti tranne i legali di Sabrina, interpretando la volontà della loro assistita, si sono opposti. I rappresentanti legali della famiglia di Sarah hanno chiesto che le riprese vengano sospese quando in aula saranno mostrate le foto della vittima.
10.16 - Anche Cosima non vuole le riprese. Michele invece si è rimesso al guidizio della corte "per una questione di coerenza", ha spiegato l'avvocato dell'uomo che in questi mesi non si è certo sottratto alle telecamere. La moglie, alle parole del suo avvocato, lo ha gelato con lo sguardo. Ora la corte si è riunita per decidere se autorizzare o meno le riprese tv.
10.05 - Sabrina chiede di non essere fotografata. E dice no alle riprese televisive durante il processo. "L'attenzione mediatica può inficiare il processo e non c'è alcuna rilevanza sociale", dice uno dei suoi avvocati, Nicola Marseglia.
9.55 - Suona la campanella. Sono entrate in aula i giudici e le imputate. Mamma e figlia sono nella stessa cella. Sabrina piange a dirotto ed è trasformata: i capelli più lunghi, assai dimagrita.
9.50 - Sono settanta le persone ammesse a vedere il processo. Gente che arriva anche da fuori provincia e che ha voluto essere in prima fila per seguire "il giallo dell'anno" dicono. Signore anziane e ragazze che attendono l'arrivo di Sabrina Misseri e sua madre Cosima ("sono state loro", il pubblico appare colpevolista) ma sperano anche in una ripresa, anche piccola, della televisione.
9.45 - L'udienza non è ancora cominciata sebbene in aula siano presenti quasi tutti gli imputati. All'appello mancano le uniche due detenute per l'omicidio di Sarah, Sabrina e Cosima, accusate di omicidio, sequestro, soppressione di cadavere. Madre e figlia dovranno prendere posto nella gabbia degli imputati. Lì accanto siede Michele Misseri, imputato solo per soppressione di cadavere e furto di telefonino.
9.25 - Michele Misseri ha chiesto di non essere ripreso o fotografato. Davanti a lui c'e' un carabiniere che gli fa da schermo dagli obiettivi dei fotografi e degli operatori.
9.20 - E' arrivato anche Michele Misseri insieme con i suoi avvocati. Ha un giubotto di jeans, nemmeno uno sguardo con la famiglia scazzi. Ha chiesto una sedia che ha messo al lato dell'aula, vicino la cella
8.50 - Sono arrivati i genitori di Sarah, con il fratello Claudio. L'aula e' già piena di giornalisti. Decine i curiosi che chiedono di assistere al processo, anche comprando un biglietto.
8.30 - Il processo per l'omicidio della 15enne di Avetrana. Il tribunale di taranto, Antonio Morelli, ha ripristinato per decreto, considerata l'eccezionale risonanza mediatica del caso e ritenendo doveroso assicurare la regolarità e la serenità del giudizio oltre che il continuo svolgimento della vita normale del palazzo di giustizia, l'ingresso d'onore del tribunale e ha riservato agli operatori dell'informazione una apposita sala stampa in un corridoio di fronte all'aula di corte di assise. La corte di assise è composta da donne: il presidente Cesarina Trunfio, il giudice a latere Fulvia Misserini, e sei giudici popolari. I togati dovranno decidere del destino dei 9 imputati.