La comunità di san Gerardo è con don Quintino: "che resti al suo posto, con noi in parrocchia"

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NARDO' - La comunità parrocchiale è in subbuglio: c'è rabbia nella “San Gerardo Maiella”, una delle parrocchie più vivaci e popolose della città. Ieri sera, alle 22, durante una riunione tambureggiante, una ventina di parrocchiani molto attivi e decisi ha fatto la propria scelta di campo: con don Quintino, fino al giorno del giudizio e senza accettare condanne preventive e processi mediatici.

 Presunzione di innocenza, insomma, come per i principi della giustizia italiana.

“La comunità parrocchiale di san Gerardo Maiella di Nardò – scrivono in una nota che rivela solo in minima percentuale quanto è arrabbiato il popolo dei fedeli – nell'apprendere attraverso gli organi di stampa la notizia del rinvio a giudizio del proprio parroco, esprime piena fiducia, profondo affetto e concreta solidarietà allo stesso, testimone, come è stata, del suo agire e del suo ministero pastorale in questi due anni trascorsi insieme. Certa dell'esito positivo del giudizio, tutta la comunità auspica che il proprio pastore rimanga alla guida della parrocchia”.

Le parole acconciate, però, non possono nascondere il fervore di un gruppo molto solido che sente sulle proprie spalle il peso di una “persecuzione”: don Quintino venne accusato e denunciato dal cittadino extracomunitario dopo soli tre mesi o poco più dalla sua nomina a parroco. La comunità veniva fuori da due esperienze difficili: il parroco “storico”, trasferito a Copertino cinque anni fa, un anno e mezzo fa è stato al centro di un gossip di carattere sentimentale che ha comportato l'allontanamento del sacerdote; l'ultimo parroco prima di don Quintino, ha lasciato la parrocchia per andare in missione in Albania.

Ecco perché il “gregge” della “San Gerardo Maiella” è molto contrariato: “ci stavamo appena risollevando da tante vicissitudini – dice un parrocchiano – e arriva quest'altra tegola. Don Quintino è stato infaticabile ed ha davvero dato tutto se stesso per questa comunità: comprensivo, presente, attivo. Stava anche raccogliendo fondi per rimettere in sesto l'edificio che sta cadendo a pezzi. Lui è la persona giusta qui con noi”.

Don Quintino, l'anno scorso, ha organizzato una “via crucis” che è rimasta negli occhi dei neritini: decine di figuranti, attori a cavallo e una scenografia da kolossal. “Stavamo lavorando per una edizione ancora più bella e importante - dice un altro giovane – ma non possiamo pensare che domani avremo gli occhi addosso di televisioni e curiosi che entreranno nella nostra chiesa solo per morbosità, come è già successo l'anno scorso. Lasciateci in pace, attendete l'esito del giudizio senza condannare già da ora un uomo probo”.