"La festa dei bambini? Si fa da anni e senza strombazzarlo"

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NARDO' - Se l'opposizione ritiene di far grancassa con questi argomenti è messa veramente male" dice l'assessore Fracella.

I cortesi consiglieri comunale di minoranza forse non sanno che ogni anno il settore Servizi Sociali organizza una distrubuzione di doni per la Festa dell'Epifania. 

Prima del sottoscritto sono stati tanti gli assessori che hanno condiviso l'operato dell'Ufficio finalizzato ad una piccola attenzione verso alcuni bimbi della nostra Città che si  trovano in particolari situazioni.
E proprio per un atto di discrezionalità istituzionale non si è strombazzato ai quattro venti l'evento, per certi atti di sensibilità sociale non c'è bisogno di pubblicità mediatica, così come nulla è stato detto per un pranzo offerto da benefattori e devoluto a 40 nostri concittadini che il giorno del Santo Natale non avevano la possibilità di sedere a tavola...

C'è modo e modo di essere minoranza, l'importante e' non scadere, oltretutto bastavo poco per intendere che l'atto dei doni della Befana è un atto che proviene da una decisione dell'Ufficio che autonomamente e discrezionalmente invita pochi bimbi neretini che generalmente sono seguiti da strutture a tutela dei minori. Quando si fantastica si può anche ricercare la verità e sarebbe bastato poco informarsi, senza cercare la pubblicità a tutti i costi, che nessuno dei bimbi invitati o intervenuti è rimasto senza dono. 

Quanto ad altre misteriose presenze nulla da dire, normalissime utenze del settore. E' infatti noto a tutti che gli enti di patronato spesso visitano il settore dei Servizi Sociali per gli atti e le informazioni di pertinenza, oltretutto gli stessi sono autorizzati a presentare domande per conto di cittadini e dato che la cerimonia si è svolta alla luce del sole e ad ufficio aperto chiunque poteva avere libero accesso. Come assessore al ramo ho solo presenziato per alcuni minuti per poi continuare a ricevere pubblico come di consueto. Nulla di segreto dunque e nessuna novità, se non quella che la minoranza ha perso l'ennesima occasione per fare bella figura.