NARDO' - La questione prende le mosse proprio da un articolo di stampa e mette di fronte il consigliere provinciale Giovanni Siciliano e l'ex assessore, ora consigliere comunale, Giuseppe Tarantino.
Lo scenario è quello di Santa Maria al Bagno, e precisamente la piazzetta. Il consigliere provinciale Giovanni Siciliano parcheggia la sua "familiare" in divieto di sosta ma è una sera abbastanza anonima di oltre un anno fa. Non è estate e una sera movimentata, insomma, e quello del politico appare un peccato veniale anche se sconveniente per una personalità "esposta" come la sua.
Il caso dispettoso, però, vuole che da lì stia passando Giuseppe Tarantino, già assessore alla Polizia locale, e che gli salti la mosca al naso nel vedere l'auto parcheggiata in quel modo.
Da ciò parte la chiamata ai vigili urbani che fanno il proprio dovere e verbalizzano.
Siciliano prima diventa un toro da rodeo, poi riconosce di aver sbagliato, annuncia di pagare subito la multa ma riserva qualche stilettata al collega per la serie "non ha lasciato il segno come assessore". Tarantino se la segna a nodo doppio e risponde per le rime incasellando il consigliere nella "categoria sgradita al ministro Brunetta".
Insomma, un sano "scazzo" dettato dalla furia del momento che potrebbe finire lì, come una allegra boutade all'aroma di dialettica pseudopolitica. Invece volano prima la querela di Tarantino e poi la controquerela di Siciliano.
Ieri si è discusso della prima nel tribunale di Nardò con un'udienza che è stata interlocutoria: se ne parla, infatti, il 27 luglio per la probabile decisione del giudice monocratico che dovrà pronunciarsi sull'eventuale diffamazione di Siciliano nei confronti di Tarantino.
Siciliano è tutelato dall'avvocato Lucio Calabrese, Tarantino dall'avvocato Isabel Orlando.