Il ritorno della (sana) cattiveria di Serena Marchese. Ne sentivamo la mancanza!

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PDM - Proprio sabato mattina un assonnato direttore della portella del cuore raccoglieva le lamentele dei commercianti di corso Vittorio Emanuele a Nardò, costretti ad ammirare le gesta "mugellose" di novelli piloti di "formula pei" che si fanno l'antica arteria della città a tutto gas o, peggio, in contromano. Per una miracolosa corrispondenza d'amorosi sensi (vietati) la penna più malefica delle terre emerse scrive con trasporto. La redazione, empaticamente, divulga.

 


All’ennesimo imbecilletto in motorino che passa a velocità da Mugello rischiando di fare secco qualcuno, la tentazione sarebbe quella di sistemare un filo di nylon ad altezza collo e decapitarlo non appena gli viene lo schizzo di rifare il giro e ripassare a velocità omicida smarmittando da far svegliare i morti.

Ma per quanto idiota uno possa essere, insomma, c’ha comunque diritto a vivere e il filo di nylon lo lascio a chi va a pesca.

A vivere, e vivere in maniera decente, però, c’ho diritto pure io. Io come chiunque altro. La signora col passeggino che s’è scostata (e ha scostato il pupo) appena in tempo. Il vecchietto che si è dovuto fare addosso al muro per non farsi fare il pelo dal suddetto coglioncello ragazzino. Pasquale, il cane della piazza, che se s’allungava di mezza zampa faceva un volo lui assieme a motorino e centauro. A me, di quest’omuncolo metà motorino e metà testa di casco non è che mi sarebbe dispiaciuto molto, ma magari mi sarei dovuto ciucciare giorni e giorni di canti di prefiche e predicozzi su quanto era un bravo ragazzo e su come siano pericolose le strade.

È vero. Le strade sono pericolose. Pericolose perché alcune più che strade dovrebbero essere chiamate mulattiere, ché quello sono. Pericolose perché sono sovraffollate e sovraccariche di traffico, visto che c’è gente che se potesse prenderebbe la macchina pure per andare a fare la pipì. Pericolose perché ci sono centauri imbecilli e automobilisti pure peggio, che si lanciano in improbabili rally cercando di far sfogare con la velocità il cervello comandato da criceti nella ruota che si ritrovano.

Spiegare il significato di senso civico a certi esemplari di uomo di Neanderthal è come lavare l’asino, che ci si perde il tempo e il sapone. Io sono per la repressione.

E il problema è questo. Voi non potete sapere quanto ci godrei a vedere un vigile, un poliziotto, un carabiniere, che ferma il decerebrato a due ruote che io decapiterei volentieri. Lo ferma, gli toglie il motorino vita natural durante e lo costringe a passare i prossimi sei mesi aiutando le vecchiette ad attraversare la strada. Gioia, pura gioia.

Invece nisba. L’impunito in motorino può continuare ad essere impunito, perché a vedere le sue bravate non c’è mai nessuno delle categorie testé menzionate. Eppure non sarebbe male, mi permetto di suggerire, destinare un paio d’agenti al centro storico, dove i bulletti più beceri si sentono i mejo del West. Non sarebbe male anche per dare una mano a quelli che hanno deciso di aprirci delle attività e che negli ultimi mesi le hanno pure prese da qualche esagitato in delirio di onnipotenza, qualcuno di quelli “tanto qui comando io”. Col cazzo (sapete che amo i francesismi). Qua, bullo imbecille, centauro decerebrato, caccoletta con la macchina comprata a cessione del quinto della pensione della nonna non comandi tu. Comando io, comanda chi ci vive, chi ci lavora, chi ci passeggia, ci beve, viene a cenarci. Comanda chi ha rispetto della città, anche quando è un disastro. Per quelli come te non c’è posto. O almeno non ci dovrebbe essere.

E credimi, mi piacerebbe un sacco darti una pedata nel sedere, ma vederti mentre strappi le erbacce dalle aiuole, o aiuti le vecchiette ad attraversare la strada, quello sarebbe proprio godere.