Ma che freddo fa! Termosifoni spenti, gli alunni protestano

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NARDO' - “Ma che freddo fa” cantava Nada in una famosa canzone degli anni ’70. La bassa temperatura effettivamente si sente eccome al Liceo Scientifico a Nardò. Essendo i termosifoni spenti da diversi giorni per via della mancanza di metano, gli alunni nella giornata di oggi, a partire dalle 10, hanno attivato una forma di protesta volta a dare un segno tangibile a coloro che si occupano del riscaldamento nell’edificio. La situazione è insostenibile e in questo modo risulta difficile fare lezione. Così tutti gli alunni sono scesi all’unisono nell’atrio dell’istituto armati di coperte e borse di acqua calda.

C’è stato anche qualcuno che, sempre in segno di protesta, ha esibito rotoli di carta igienica, dato che in questa scuola non solo sono arrivati i pinguini direttamente dal Polo Sud (come d’altronde accade costantemente ogni anno), ma i bagni sono sprovvisti degli adeguati “mezzi igienici”. Dopo mezz’ora dal ritrovo degli studenti, ognuno è ritornato nella propria aula attuando uno sciopero bianco fino all’ultima ora di lezione.

A chi attribuire, dunque, la colpa di tutto ciò? E soprattutto, c’è davvero un colpevole? Misteriosamente a chiunque si chieda spiegazione si assiste al cosiddetto fenomeno dello “scarica barile” e ciò non fa altro che penalizzare alunni, docenti e personale ATA i quali sono costretti a convivere cinque o sei ore nel freddo.

Meditate pertanto: la scuola dev’essere sì, un luogo di istruzione obbligatorio ma deve rispondere alle esigenze fisiologiche dell’intera comunità scolastica.