"Il patto di stabilità secondo Pippi" è un "vangelo" che qualcuno contesta

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NARDO' - "Sono sempre piú stralunato dalle continue affermazioni che provengono dal "partito"che non siede sui banchi del Consiglio Comunale".

Lo afferma il dirigente di IoSud-Nardò Insieme, l'architetto Dario Gaballo che fornisce un suo parere su come Pippi Mellone (Fli) abbia interpretato le recenti questioni finanziarie.
Al di là del mero caso specifico, l'intervento di Gaballo è utile perché spiega senza troppi sofismi e tecnicismi la questione del patto di stabilità.
 
"Ora a dover dare contezza alle affermazione di G. Mellone, i consiglieri comunali sarebbero artefici di una strategia, peraltro tale strategia avrebbe dovuto essere concertata con il Dirigente dell'Area Finanziaria, (cosa che non esiste davvero) per poter esplicare i suoi effetti! Non mi pare proprio che il Dirigente si presterebbe a un tal fatto ne mi pare che ve ne siano i presupposti. Sarebbe utile dare ai cittadini un quadro chiaro di cosa sia il Patto di stabilitá e di cosa significhi realmente riconoscere un debito fuori bilancio.
Proporrei un semplicissimo esempio: un dirigente del nostro comune dispone un incarico ad un legale esterno per la difesa del Comune contro una lite tra un privato cittadino esponente e l'Amm. Comunale, mette da parte un acconto pari ad euro 1.000 (impegno di spesa) per compensare il professionista.
Il Dirigente immediatamente dopo (avrebbe dovuto farlo prima) dovrebbe stipulare un contratto o una convenzione con cui si stabilisce quale sia il corrispettivo da corrispondere a totale ristoro per la prestazione, nero su bianco, firmato e sottoscritto con tutte le clausole del caso.
Di fatto ció non é quasi mai accaduto, in percentuale potremmo dire effettivamente mai, viste le sparute convenzioni o atti pattizi firmati tra le parti in questi casi, questo ha portato la P.A. a trovarsi di fronte ad una mole impressionante di parcelle di professionisti, con somme a volte spropositate, al quale non si era dato minimimante dato corso a coprire la spesa mediante l'impegno di somme di bilancio.
Questa é una gravissima negligenza e direi anche un illecito amministrativo, che si perpetra ai danni di noi cittadini da anni, che ha cagionato e ancora cagiona danni inconmensurabili a questo nostro comune.
Pertanto, per tirare le fila del discorso e riallacciarmi a quanto esposto da Mellone, i Consiglieri Comunali ben fanno a guardare con il dovuto sospetto e con la dovuta attenzione questi e gli altri debiti fuori bilancio, atteso che ove riconoscessero somme come debiti fuori bilancio, che di fatto non sono stati fonte di arricchimento patrimoniale o monetrario per l'Ente, commetterebero loro un reato.
Quindi sará bene che si continui a guardare con attenzione debito per debito e in ognuno di essi dovrá essere prescritto che le maggiori somme che ne sono derivate per mancato rispetto della normativa in merito ai contratti pubblici( D.Lgs 163/2006)le maggiori spese dovranno essere imputate al Dirigente responsabile che lo ha generato.
Quindi il Sindaco fa non bene ma benissimo nel riconoscere i debiti fuori bilancio con il dovuto controllo e il tempo che questo controllo impone. Se l'ex consigliere comunale é invece dell'opinione di voler buttare i soldi dei cittadini lo dica, ma son certo che non lo fará perché ritengo lui un professionista assennato e se a volte si distaccasse dal ruolo politico per entrare in quello di tecnico, si accorgerebbe che é meglio fare attenzione".
Dario Gaballo