NARDO' - "Voglio intervenire sulla morte dell'operaio suicidatosi nella nostra cittadina. lo volevo fare in punta di piedi, con il rispetto che è dovuto alla famiglia e ai suoi affetti".
Questi casi non possono passare come normali statistiche, come si dice di solito in queste circostanze, da parte degli psichiatri, medici e benpensanti che continueranno a prenderci in giro con salmoni sulla malattia psichiatrica e sulla fragilità mentale.
Quando invece siamo davanti a tasse onerose da far fronte e ad una vita difficile e piena di dispiaceri e grandi difficoltà economiche. Siamo di fronte ad una amara realtà economico-sociale che in tutti questi decenni di malgoverno ha generato una povertà diffusissima.
Le file davanti alle mense della caritas non sono più di soli extracomunitari e barboni ma di cassaintegrati e licenziati Fiat ed altre aziende dismesse locali, chi non ce la fa più sono ex operai ed impiegati padri di famiglia che fino a qualche anno addietro facevano una vita normale.
Chi la fa finita si trova un muro alle loro istanze e richieste. Non ha risposte e giunge alla tremenda conlcusione che conta solo chi ha i soldi. ma le richieste spesso non sono di avere proprietà e ricchezze ma di vivere una vita dignitosa, di poter dare un futuro ai figli e non precoccupazioni e di non dover mendicare il diitto al lavoro. Un lavoro vero con diritti sindacali e con retribuzioni degne di soddisfare bisogni primari. questo forse ha pensato quell'operaio e i suoi tormenti, forse, erano il non potercela fare, il non saper dare risposte alla sua famiglia.
Invece le vere e grandi risposte a questa crisi non deve darle un padre di famiglia ma i politici, una classe dirigente che fino ad oggi a deciso di pensare ai bunga bunga e alle soubrette, a nani e ballerine e assolutamente non ha pensato che dietro la crisi di questo sistema capitalistico ci sono perdsone in carne ed ossa che soffrono e attendono, anzi che non possono più aspettare perchè il baratro è più vicino di quanto si possa pensare.
La morte di quell'uomo simbolicamente è la morte di una società intera che non vede futuro e non ha sogni ma incubi. c'è un vecchio salmo che dice: " quanto manca della notte?" e la sentinella risponde: "tornate ancora, domandate, la notte è lunga ma sta per finire".
Noi speriamo davvero che la notte stia per finire.
Maurizio Maccagnano