NARDO' - Stasera ben due appuntamenti, più o meno pubblici, per parlare della condotta sottomarina di Torre Inserraglio. Noi vi vogliamo preparati e per questo motivo vi forniamo, in un comodo file pdf, l'intera relazione tecnica ufficiale per scoprire veramente tutto sul tubo che sta dividendo gli ambientalisti e la politica. Di seguito un efficace intervento di Massimo Vaglio che l'argomento ha approfondito parecchio.
R.03_Rel_Condotta_sottomarina.pdf20.13 MB09/02/2012, 00:55
Nel 2006 il Comune di Nardò ha avviato un iter per l’ampliamento dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo fino ad includere l’intero Parco Naturale Regionale “Portoselvaggio-Palude del Capitano”, ma il Comune
di Porto Cesareo, successivamente alla Conferenza Unificata, ha fatto ricorso contro la proposta di ampliamento redatta dal Ministero dell’Ambiente.
Nello stesso periodo in altre sedi si discuteva di un importante progetto per realizzare la fognatura nel Comune di Porto Cesareo, ma non potendo scaricare i reflui “depurati” nel proprio specchio acqueo in quanto ricadenti all’interno di una riserva marina, si decide, con il benestare di tutti gli enti coinvolti, di collettare i reflui nelle acque di Nardò, a pochissimi metri dall’attuale perimetrazione dell’AMP Porto Cesareo. Per fare ciò dovrà essere realizzata una condotta terrestre che partendo dal depuratore di Porto
Cesareo attraverserà tutta la costa di Nardò sino a Torre Inserraglio.
Attraversando così aree particolarmente sensibili come la zona della Palude del Capitano, caratterizzata da un noto interessantissimo e peculiare fenomeno carsico.
Il progetto prevede anche l’adeguamento dell’attuale scarico fognario di Nardò, nei pressi di Torre Inserraglio mediante la realizzazione di una condotta sottomarina che scaricherà le acque depurate nei fondali marini a pochissimi metri dall’AMP, tanto pochi da aver ugualmente inserito il parere del Consorzio dell’AMP nel progetto della fogna. Mentre a Torre Guaceto (altra importante riserva marina pugliese) il relativo Consorzio sta lottando in prima fila contro un progetto analogo che intende scaricare i reflui nelle vicinanza della riserva, il Consorzio dell’AMP Porto Cesareo, pur non essendo istituzionalmente competente, ha fin dall’inizio dell’iter espresso parere favorevole alla condotta sottomarina.
Tutto ciò, palesemente in contrasto con quanto espresso nel Decreto Istitutivo dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo (DM 12 dicembre 1997 - G.U. della Repubblica Italiana n. 45 del 24 febbraio 1998) che vieta nell’AMP “l'alterazione con qualunque mezzo, diretta o indiretta, dell'ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell'acqua, nonché la discarica di rifiuti solidi e liquidi e, in genere, l'immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell'ambiente marino”.
Il parere espresso dal Consorzio è, pertanto abusivo, in quanto, è da ritenere lo stesso incompetente a
decidere. Sarebbe infatti spettato al superiore Ministero dell’Ambiente autorizzare una deroga ad una sua legge. Il Consorzio AMP Porto Cesareo deve gestire la riserva nell’ambito delle proprie competenze e finalità istituzionali. Pertanto, se la conferenza dei servizi indetta per il 27 gennaio dovesse dare parere favorevole alla realizzazione della condotta (così come ha dato. ndr) il sottoscritto farà presente all’Autorità Giudiziaria, il sospetto abuso d’ufficio.
Massimo Vaglio