NARDO' - Considerazioni del Centro studi "don Milani" sul caso 'Costa dei Cafari'
Il territorio di Nardò continua ad essere saccheggiato nei servizi, nelle istituzioni, nelle risorse.
Politici di rango vengono a Nardò e per essere suffragati con il voto promettono salvataggi, posti di lavoro, interventi di valorizzazione, istituzioni sociali salvo poi a dimenticarsi del suffragio ricevuto.
Privati presentano progetti d’ogni genere di dubbia valenza in assenza di un Piano generale di utilizzo del territorio, di una visione d’insieme programmatica volta al futuro, per cui assistiamo ritmicamente ad un territorio e a un popolo continuamente ferito, tradito e compromesso in ogni suo aspetto.
Al peggio non c’è mai fine! Quando finirà questa agonia?
Quando la POLITICA e gli AMMINISTRATORI porranno fine a queste vecchie tormentose ingenerose situazioni?
L’attuale Amministrazione Comunale, nata sotto l’egida del rinnovamento e del coraggio perché non presenta una idea di città e di sviluppo del territorio, non avvia un dialogo intenso e produttivo con i contermini territoriali, incontri con le altre realtà in una visione globale ampia, condivisa e strutturata territorialità nell’interesse comune? ( Galatone, Copertino, Leverano, Gallipoli, Porto Cesareo non hanno i nostri stessi problemi sia nell’erogazione dei servizi sia nell’utilizzo del territorio ecc. ecc.).
La mancata visione unitaria ampia, extraconfine comunale, e l’atavica polverizzazione delle forze politiche locali continuano, pur in presenza della profonda crisi che attanaglia l’Italia e l’Europa, a restare distanti, muti senza trovare soluzioni di continuità, senza dare risposte soddisfacenti al proprio popolo.
Nascono cosi le attivazioni di progetti isolati, non collegati che si prestano facilmente ad ogni tipo di scorreria privata e pubblica.
Dopo la chiusura dell’Ospedale, della Pretura, dell’Ufficio del Registro, della Guardia di Finanza, del Distretto scolastico, dell’Accorpamento delle scuole obbligatorie, assistiamo anche ad una “calata” di imprenditori che attratti da business personali o d’impresa chiedono di realizzare impianti eolici, fotovoltaici, lottizzazioni, condotte sottomarine, efficientamento energetico, lottizzazioni, digestori , ecc..
Nardò ha bisogno di tutto questo? Di sperperare il proprio paesaggio e il proprio territorio con iniziative discutibili non rientranti in un programma ragionato, condiviso e programmaticamente predisposto?
Si può continuare a vivere alla giornata e stare ad attendere i progetti promossi dai privati?
Nulla contro le progettazioni o qualità delle stesse, o contro le proposte avanzate dai privati, anzi!
Solo che queste dovrebbero rientrare nella programmazione comunale e non essere estemporanee e colludenti con la possibile idea di sviluppo dell’intera area neretina.
E’ di questi giorni il ritorno all’attenzione comunale della lottizzazione: Costa dei CAFARI,
prevista dal superato Piano Regolatore, oggi rivedibile e aggiornabile col PUG.
E’ un vecchio progetto risalente ad anni fa, ritirato in Consiglio Comunale per ben tre volte per approfondimenti. La Regione ora, dopo tanto tempo trascorso lo ripropone all’attenzione del Consiglio comunale a causa della vetustà della VAS espressa e della modificata realtà locale.
La lottizzazione oltre ad essere contigua al Parco di Portoselvaggio prevede che alcuni lotti inedificabili, facenti parte dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo oggi “Parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano”, siano oggetto di inclusione progettuale.
Sullo stesso progetto lo stesso Assessore all’urbanistica regionale ha espresso perplessità sia per la contiguità col Parco, sia per la Vas ormai vetusta, sia per l’inconciliabilità con la valenza dei luoghi .
Già anni fa esprimemmo parere contrario motivato a questo tipo di intervento.
Che senso ha oggi continuare a realizzare tipologie costruttive come quella della “Costa dei Cafari” che sostanzialmente vengono utilizzate per ristretti periodi di turismo locale, gli ormai desueti “villaggi per la vacanza”? Non è forse meglio utilizzare quel plano volumetrico per armonizzare meglio il profilo urbanistico territoriale della città?
E’ consentito continuare ad asservire tanti ettari per una costruzione da “cattedrale nel deserto”?
Che rapporto c’è fra la lottizzazione e il tipo di turismo che il luogo nel suo contesto etico – estetico- paesaggistico e culturale richiama?
Per dieci mesi l’anno, sul piano economico, la lottizzazione andrà certamente deserta, gli addetti , tolto il periodo luglio-agosto, saranno pochissimi, solo 2 o 3 inservienti?
Dove sta la ricaduta turistica, “l’animus locale”, la caratterizzazione di una scelta, lo sviluppo economico da realizzare, la valorizzazione paesaggistica e ambientale, il raccordo qualitativo col territorio?
Quale movimentazione economica e di personale può produrre simile intervento se non quella effimera di luglio - agosto?
A quali flussi turistici polistagionali è collegato e a quali dinamiche sociali del futuro?
Ormai questa tipologia costruttiva dei “villaggi per vacanza”, delle multiproprietà, è superata dal tempo e le costruzioni similari, tranne qualche eccezione, sono “fantasmi invernali”, “ trascuratezze igienico sanitarie”, territori abbandonati spettrali da “ vecchio far west”.
Il nostro territorio con questi interventi può diventare uno strano volano di continua vendita e rivendita di coloro che vogliono disfarsi dell’affare!
Sarà solo un business circolare tra proprietari con ricaduta infima sul territorio e sulla Città.
E’ necessario darsi una “Politica del territorio”, finalizzare gli interventi ad una tipicità nostrana, appartenente al nostro habitat, capace di non alterare gli equilibri esistenti naturalistici, paesaggistici e architettonici.
Quali sono i beni esistenti che possono attrarre il variegato mondo turistico?
L’Amministrazione ha mai fatto un inventario dei beni culturali, delle attrazioni costiere, delle bellezze paesaggistiche, architettoniche, speleologiche, archeologiche e ha mai valorizzato questa immensa risorsa con pubblicità, cartelloni, inviti e promozioni turistico commerciali?
Piccoli centri che non hanno le stesse ricchezze del nostro territorio diventano famosi e meta di turisti per aver creato intorno a oggetti, paesaggi, reperti un marketing particolare!
La cementificazione, l’invasione del territorio con nuove costruzioni, sono solo tentativi di manomissione, di alterazione e non di composizione, di tipicizzazione, di valorizzazione e richiamo delle bellezze territoriali.
La lottizzazione “Costa dei Cafari” , prevista in adiacenza all’altra, squilibra notevolmente, appesantisce il nostro paesaggio, che ha invece bisogno di ristrutturazione, di adeguamento, di normalizzazione, di rientro nei canoni di una espansione ordinata, aggiustata, armonizzata, confortata.
Non abbiamo bisogno di cimiteri invernali, di visioni spettrali alla Kafka , ma di linee morbide di sviluppo, di miglioramenti abitativi, di ristrutturazioni e composizioni urbanistiche che facciano vivere e vivificare l’animo e l’essenza del nostro popolo.
Le speculazioni edilizie di ogni contrada devono essere bandite dal programma di sviluppo del territorio neritino e contermine, consentire solo e solamente progetti di qualificazione, spessore, confort, bellezza e armonia volti a meglio valorizzare le già presenti ricchezze botaniche, archeologiche, ambientali e storico culturali.
Già ma le Amministrazione hanno la cultura e il senso della bellezza per apprezzare ciò?
Che sviluppo sostenibile intende predisporre per le nuove generazioni?
Cosa realmente vuole farne di questo così grande feudo provinciale e nazionale?
Eppure un libro di promemoria sulla sostenibilità della Città, frutto di una ricerca scolastica, è stato distribuito a tutti gli amministratori!!!?
I piccoli , con le loro limitate ricerche scolastiche, riescono ad individuare gli oggetti, gli anfratti, le essenze arboree, i paesaggi e le infinite ricchezze presenti sul territorio contribuendo a rendere la Città più vivibile, confortevole, più bella, più in armonia con l’ambiente e la cultura mentre i grandi dietro idee antagoniste preparano squallide eredità per la loro posterità!
IL COORDINAMENTO DEL CENTRO STUDI “don Milani”.