NARDO' - Caro Pippi, ho letto con attenzione la tua lettera sulle unioni civili e, dopo averci riflettuto sopra, ho deciso di scriverti. Premetto che nutro una grande stima nei tuoi confronti. Detto ciò, ti dico pure, con altrettanta sincerità, che non condivido quasi nulla di quello che hai scritto.
Sono un uomo di quasi 60 anni, ho fatto studi classici e sono cresciuto in una famiglia cattolica e tradizionalista, ricevendone un'educazione scontata. Raggiunta la maggiore età, però, ho "resettato" (uso un termine dell'ultima generazione) quello che mi era stato inculcato e sono andato alla ricerca della Verità, senza preconcetti. Dopo tante vertiginose scalate e rovinose cadute, sono ormai convinto che nel Mondo c'è un ordine sovrano, che regola in maniera perfetta tutte le cose. E' un perfetto meccanismo che, se non interviene l'azione invadente, devastante e spesso irrazionale dell'Uomo, riesce a regolarsi perfettamente ed anche ad evolversi. Di questo grande meccanismo fa parte (e per alcuni addirittura ne sarebbe il centro) anche l'Umanità o, se preferisci, la specie umana. Anch'essa, come tutte le altre specie, si è evoluta nei millenni, non solo somaticamente ma anche e soprattutto socialmente. Pochi secoli fa, nella grande società romana, un debitore poteva essere ridotto in schiavitù e finanche essere ucciso e fatto letteralmente a pezzi dai vari creditori. Oggi nessuno (tranne i malavitosi) penserebbe di accettare situazioni del genere, anzi noi tutti tendiamo ad aiutare i più deboli ed i meno abbienti. Alla base di questa grandiosa evoluzione (e forse si potrebbe anche usare il termine rivoluzione) civile dell'Umanità, ci piaccia o no, c'è stato un eccezionale evento, avvenuto circa 2014 anni fa, ed un grandissimo personaggio storico (e ribadisco storico) chiamato Gesù Cristo. Come disse giustamente l'on. La Russa (personaggio che si è dichiarato non credente e che non rientra nelle mie simpatie) quando ci fu la questione dei crocefissi nelle scuole (cito a memoria): il Crocefisso, ci si creda o no, rappresenta un insieme di concetti di fratellanza, tolleranza, rispetto, libertà di pensiero sui quali si basa il nostro vivere civile ed anche la nostra Costituzione.
Senza tirarla troppo per le lunghe, caro Pippi, io sono profondamente convinto che alla base della nostra Società Civile e dello Stato ci sia la famiglia, frutto dell'evoluzione civile dell'Uomo. E' mia convinzione che faccia parte dell'ordine armonico naturale di cui ti dicevo prima. E per famiglia intendo quella piccola società formata da padre, madre e figli. E' il primo, fondamentale stadio sul quale poggia l'intera Società. Eliminarla, criticarla, mettere in dubbio o svilire la sua importanza, per difendere altre forme di convivenza, secondo me potrebbe produrre l'effetto di minare l'attuale Società fin dalle fondamenta, con conseguenze difficilmente prevedibili. Con questo non intendo condannare chi non la pensa come me, anzi, come diceva Voltaire: "Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo", ma proprio per questo stesso principio di tolleranza e democrazia, non posso accettare che tu etichetti come "pregiudizi archeologici ... e sempre retrogradi" i pensieri e le convinzioni diverse dalle tue. Io rispetto chi ha convinzioni diverse dalle mie e non mi permetto di offendere né di "etichettare" nessuno. Il modello di famiglia in cui io (e qualche altro milione di persone) credo ha retto per migliaia di anni, quello che proponi tu, e coloro che la pensano come te, è ancora da sperimentare. A meno che tu non abbia la sfera di cristallo, concediti e concedici il beneficio del dubbio. Non sempre le novità e le nuove invenzioni, soprattutto negli ultimi due secoli, hanno portato un progresso degno di essere definito tale. In alcuni casi, gli effetti negativi hanno di gran lunga superato quelli positivi (vedi l'energia nucleare o le centrali a carbone). In campo civile, un altro esempio di progresso è l'accoglienza, il soccorso ai più poveri: fa parte della nostra forma mentis di italiani aprire le porte a chi ha bisogno di aiuto (come sopra) ma ora le conseguenze della nostra generosità stanno producendo effetti che non siamo più in grado di controllare e di gestire. Eppure all'inizio eravamo assolutamente convinti che fosse una cosa buona, una cosa giusta, "un importante segnale di civiltà" (ti cito), da cui le altre nazioni avrebbero dovuto imparare ...
Quid est veritas?
L'argomento delle unioni civili e della famiglia non è facile, anzi è tra i più difficili della storia. E' indice di tolleranza, democrazia ed intelligenza discuterne senza preconcetti ma partendo dalle proprie convinzioni, e, soprattutto, senza "bollare con l'infamia" o ghettizzare o, peggio, cercare di ridicolizzare chi non la pensa come noi. Anche a me piacerebbe dare il mio voto sulla questione.
Ti saluto con immutata amicizia.
Raffaele Onorato