NARDÒ - Una comunità è come un puzzle: ha un senso quando lo si guarda composto nella sua interezza. Però ci sono i pezzi "nevralgici", quelli maggiormente definiti sin dall'inizio e che diventano centrali nella costruzione dell'insieme. Spesso si parte da quelli, come pietre angolari, per costruire l'impianto e poi dare un senso anche ai pezzi più anonimi.
Ho incontrato la signorina Rita Muci nei racconti dei suoi allievi e delle mie sorelle.
L'ho salutata, non molti mesi fa: partecipava all'accoglienza delle persone invitate alla cena della mensa della comunità. Sempre con un sorriso e con parole dolci, adeguate.
La signorina Rita si è spenta ieri ed oggi saranno celebrati i funerali, alle 15 nella chiesa dell'Immacolata. Per ricordarla riportiamo il link ed il contenuto di un blog.
Parole che provengono del cuore, che Rita merita e che i neritini, parte di quel puzzle, devono leggere. Perché se quel quadro ha un senso è anche grazie a tante persone come lei.

Rita, la mia maestra di Vita (LINK DEL BLOG ORIGINALE)
A sei anni mi hai insegnato a scrivere. A sette a fare un riassunto. A otto anni ci portasti a Cellino, e sul prato primaverile dicesti a me, Lorenzo, Gianluca ed Emanuele di levare le scarpe per sentire l'erba fresca sotto i piedi, guardando in alto. A nove facemmo la recita del Mago di Oz e tu dipingesti le orme di giallo in cortile, (credo che ci siano ancora), per insegnarci a camminare coi nostri passi. A dieci anni mi dicesti che ero brava, che dovevo continuare a scrivere, che era una strada fatta per me. Poi ci siamo "lasciati" tutti, per intraprendere nuove strade.
Giusto il tempo di ritrovarci insieme agli Scout, su percorsi ben più avventurosi, e io ti guardavo e sapevo già che persona meravigliosa tu fossi, quando mi dicevi "dai, prova l'uniforme. Dai, iscriviti. Dai!". Ci misi qualche anno, ma appena entrai nella grande famiglia tu mi accogliesti con quei tuoi abbracci meravigliosi di chi di figli non ne ha uno solo, ma tutti, ogni bambino, ragazzo, capo che fosse passato dalla sede, o da una delle tue classi.
Eri esattamente questo. Una mamma affettuosissima e meravigliosa. Sapevi affrontare tutto con coraggio, la tua statura bassa e la tua delicatezza non ti impedivano certo di costruire alzabandiere, sopraelevate, mettere su il campo, tenere i bambini, ridere, giocare, scherzare, FARE LA TUA PARTE. Un esempio, eri questo. Tutto ciò che un vero capo Scout, una vera MAESTRA, una vera donna dovrebbero essere. Reincarnavi tutto questo.
E' fin troppo difficile adesso riassumere in un post tutto quello che sei stata per me e per chiunque abbia avuto l'onore di camminare con te. Ti dico solo che sei stata la prima che mi ha insegnato ad amare la vita fino in fondo. Il calore del fuoco al campo, il valore dell'amicizia, della famiglia, dell'amore. Anche del crescere. Perchè quando venimmo a salutarti, il giorno che andasti in pensione, non sembravi avvilita dal tempo che passava. Prendesti con gioia anche quel tuo nuovo traguardo, convinta che la vita è una strada fatta di tanti "fine" ma sempre seguita da innumerevoli "inizi".
E tu sapevi ricominciare sempre, anche adesso che ti stavi confrontando con l'ultima piccola arrivata in casa, Miriam; te lo lessi negli occhi l'amore per quella bimba, la sera del suo battesimo. E poi il fazzolettone. Sempre in ordine, doveva essere perfetto, perchè uno scout che si rispetti non può permettersi di "rovinarlo", la camicia nei pantaloni, i calzettoni alti. Tutte quelle cose per cui ognuno di noi all'inizio si è vergognato. Tu ne facevi motivo di orgoglio. E noi eravamo ancora di più il tuo. Beh, sapessi cara Rita, quante volte ho pensato che tu fossi il vero orgoglio di tutti. Lo eri. Per me lo sei e lo sarai sempre.
Semel Scout Semper Scout
Ti auguro di saper affrontare con lo stesso spirito da bambina questa nuova strada, e chissà, magari di guardarci e guidarci dall'alto quando saremo di nuovo tutti intorno al tuo, al nostro fuoco, a cantare, pregare e ridere, sapendo di non essere soli.
Ti voglio bene. Te ne vorrò per sempre.
Ciao Maestra Rita..
M.