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Ci scrivono da Bergamo. Noi non sappiamo come rispondere

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BERGAMO - Pubblichiamo integralmente una lettera breve ma incisiva dell'ingegner Tonio Cavallo che lavora a Bergamo ma è "neritino dentro" e si capisce leggendo queste righe. Non sappiamo come rispondere, lo diciamo onestamente. Spesso ci pare di essere troppo "cattivi" nello stigmatizzare alcune situazioni viziate dai malcostumi a cui ci stiamo lentamente assuefacendo. L'essere meridionali, spesso, è un grave fardello e a convivere con i mostriciattoli ci s'abitua. E' veramente triste.

 

Gent.mo direttore,
ho letto con sgomento la notizia del furto e del danneggiamento nel Teatro Comunale, credo che in nessun teatro d’Italia sia mai successo.

Mi chiedo che paese siamo diventati!

E mi chiedo anche se, la celebre frase del Goya “Il sonno della ragione genera mostri “ sia sempre attuale e, questa volta, il sonno non abbia generato mostriciattoli.

Veramente a Nardò non c’è possibilità di rinascita culturale ? (penso ad esempio al disastro della distruzione degli affreschi nel chiostro dei Carmelitani, penso all’imbrattatura del muro di cinta del monastero di S. Chiara). La memoria del passato è completamente evaporata?

E dire che proprio ieri sera, rivedendo alla televisione il film “Il padre delle spose” con Lino Banfi, Piazza Salandra sembrava ancora più bella e la “Culonna” era bellissima.

Credo che, solo facendo sentire forte ed alta la voce della protesta e della condanna, in particolare nelle scuole, l’autore (o gli autori) dello sfregio inqualificabile possa rendersi conto di non essere un Uomo, ma solo un contenitore di organi!

Con i migliori saluti.
Tonio Cavallo