NARDO' - Il Consiglio Comunale di Nardò esprime la sua ferma contrarietà alla condotta. Il documento adottato dal Consiglio Comunale nella seduta del 1 marzo 2012. Approvato dal Consiglio Comunale all’unanimità.
Con l’accordo di programma del 14/1/2010, il Sindaco di Nardò Vaglio ed il Sindaco di Porto Cesareo Foscarini progettavano autonomamente la realizzazione di n.2 condotte sottomarine per lo smaltimento delle acque dei rispettivi depuratori, a tanto indotti dalla Regione che prometteva il finanziamento delle opere a condizione che si realizzasse un’unica condotta comune ai due depuratori. Nell’occasione si stabilì di adottare il progetto della condotta sottomarina redatto dal Comune di Nardò per una lunghezza di 2.400 metri lineari.
L’accordo non ebbe seguito poiché la Regione intese finanziare l’AQP S.p.A. per la progettazione di una condotta sottomarina di 1.100 metri lineari in prosecuzione dello scarico esistente in località Torre Inserraglio; nonché un collettore a terra di oltre 6 Km. nell’area del Parco di Portoselvaggio che convogliasse ed immettesse nella detta condotta sottomarina anche i reflui di Porto Cesareo.
Il progetto proposto dall’AQP, disattende sia l’accordo di programma raggiunto tra i due comuni, sia il progetto a suo tempo redatto dal Comune di Nardò, con inaccettabile ridimensionamento della lunghezza della condotta sottomarina a poco più di un a chilometro che ne limita l’efficacia con tutte le conseguenze negative legate al suo funzionamento.
In tal senso la Regione ha inteso anche variare il Piano di Tutela delle Acque ed ha avviato le procedure di affidamento dei lavori senza la partecipazione del Comune di Nardò, posto che il Sindaco Vaglio con nota Prot. 30795 del 28/8/2008 si era limitato a dichiarare la propria disponibilità a sottoscrivere un accordo di programma (che non si è mai raggiunto).
Il Consiglio Comunale di Nardò non condivide un simile programma che giudica inadeguato e devastante per i siti sensibili interessati nel territorio cittadino.
Sversare in mare significa persistere in una cultura che rinuncia alla centralità del recupero e del riutilizzo di una risorsa preziosa: l’acqua. Ritiene invece indispensabile potenziare gli impianti di depurazione e di affinamento per privilegiare un sistema che prevede il recupero ed il riutilizzo delle acque depurate.
L’acqua è risorsa troppo preziosa per essere sprecata, e l’ambiente marino su cui tanto si punta quale risorsa turistica, è più che mai essenziale per l’economia del territorio. Soprattutto nel nostro Salento, in cui la situazione è resa ancor più complessa dalla precarietà delle reti di distribuzione del potabile e dell’irriguo oltre che dall’insufficienza dei sistemi fognanti troppo spesso inesistenti come nelle marine di Nardò.
Per queste ragioni il Consiglio Comunale è consapevole che la strada indicata dall’AQP e dalla Regione non è assolutamente risolutiva dei problemi, ed è in contrapposizione alle ragionevoli attese di moderni impianti di depurazione e del riutilizzo delle acque depurate. A tale scopo il Consiglio Comunale chiede soluzioni alternative con sistemi moderni di smaltimento dei reflui e rispettosi dell’ambiente, e con investimenti per impianti di depurazione di ultima generazione, puntando sull'innovazione tecnologica finalizzata al risparmio e al riutilizzo della risorsa acqua.
Il Consiglio Comunale di Nardò ritiene che la “questione ambientale” costituisce per noi tutti ma ancor di più, per le generazioni future il più grande problema di vita verso il quale tutti devono sentire il dovere di porsi con la massima attenzione per la riscoperta di una nuova “coscienza”. Atteggiamenti di superficialità o di indifferenza appaiono ormai incompatibili con una responsabile politica di governo del territorio.
Basti solo pensare che nel nostro Meridione d’Italia esiste una superficie di estensione superiore a 35 mila km quadrati afflitta da assoluti fenomeni di degrado del suolo e dell’acqua. In tale contesto “drammatico” esiste una sempre più diffusa sovrapposizione tra gli ambiti occupati dalle attività antropiche ed i sistemi naturali, questi ultimi sempre più esposti, direttamente od indirettamente sino al limite del collasso, a causa degli effetti deleteri delle interazioni uomo-ambiente. Pertanto appare improcrastinabile l’impegno per un uso sostenibile della risorsa acqua dal punto di vista ambientale e sociale, poichè l’acqua, al pari del suolo, è una risorsa finita e vulnerabile. E’ per questo che la legislazione europea e la stessa legislazione regionale pugliese recepiscono la necessità di proteggere le risorse idriche disponibili ottimizzandone la gestione e promuovendo la depurazione delle acque reflue ed il loro recupero.
Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il Consiglio Comunale di Nardò esprime la sua ferma contrarietà alla realizzazione del progetto di “collettamento dei reflui depurati presso l’impianto di Porto Cesareo a valle dell’impianto di depurazione di Nardò attraverso la prevista devastante condotta a terra di oltre sei km allocata in un’area protetta e sensibile dal punto di vista geologico, idrogeologico ed archeologico, nell’ambito del Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano”.
Esprime altresì la sua contrarietà al “sistema di smaltimento a mare dei reflui rivenienti dall’impianto di depurazione di Nardò mediante condotta sottomarina”.
Esprime infine la sua contrarietà alla modifica in tal senso del Piano di Tutela delle Acque sul quale il Comune di Nardò non si è mai espresso.
Auspica invece, e con fiducia richiede all’AQP S.p.A. ed alla Regione Puglia di sospendere la realizzazione delle opere programmate e di promuovere adeguate ed approfondite indagini e studi di fattibilità per la sollecita realizzazione di sistemi alternativi di smaltimento delle acque depurate, così come previsto dalla Tab. 4 dell’allegato 5 del D.lgs. 152/2006 (Acque extra affinate per usi agricoli) utilizzando le reti irrigue già esistenti in loco, anche per restituire alla balneazione il lungo tratto di costa oggi interdetto.
Questo sistema consentirebbe di non impoverire la falda, emungendo dai pozzi.
Oltretutto, un collegamento tra il depuratore e la condotta idrica del Consorzio di Bonifica dell’Arneo, sarebbe facilmente realizzabile, visto che il percorso di quest’ultima passa a pochi metri dall’impianto di depurazione. Si potrebbero altresì realizzare delle Vasche di Stoccaggio delle acque affinate da utilizzare nel periodo estivo. In caso “troppo pieno” (circostanza che potrebbe avvenire durante il periodo invernale nel caso di intense precipitazioni), si potrà ricorrere all’attuale scarico a mare di Torre Inserraglio che in tal caso fungerebbe da “soccorso”.